Gioco
I salva animali: tremila volontari a tutela degli amici a quattro zampe
In meno di un anno salvati 276 cani anche fuori provincia. La ricetta: passione, una pagina Facebook e tanti contatti
CARRARA. In meno di un anno hanno salvato 276 cani tra la provincia della Spezia e la Versilia grazie a una rete di contatti composta da oltre 3 mila persone e animata da uno zoccolo duro di volontari. Sono gli amici degli animali che hanno dato vita alla pagina Facebook “Brisky vuole che torni a casa”: a spese proprie e senza alcun compenso restituiscono ai proprietari gli amici a quattro zampe che si sono persi. E non sono solo cani. Tutto è iniziato un anno fa di questi tempi: una donna carrarese perde il suo amatissimo cane e, attraverso Facebook, allerta amici e conoscenti. Parte un tam tam che nel giro di poche ore raggiunge, potenza dei social network, raggiunge 2 mila persone. In poco più di un mese, alla vigilia di Natale, grazie a questa ricetta a base di “post e tag”, il cane viene restituito alla proprietaria. Il successo di questa esperienza convince gli animatori dell’iniziativa ad andare avanti: la pagina Facebook “Brisky deve tornare a casa” dedicata al primo cane smarrito, viene trasformata in “Brisky vuole che torni a casa”.
E il successo è ancora più impressionante: nell’arco di poco meno di un anno vengono trovati e restituiti ai padroni 276 animali da compagnia, quasi uno al giorno. Non sono solo cani ma anche gatti, volatili, conigli, tartarughe d’acqua e di terra, qualche animale esotico – come camaleonti e iguane – e perfino un maialino che si era perso nella zona industriale tra Massa e Carrara ed è stato avvistato su via Dorsale. La pagina di Brisky continua a ospitare post su segnalazioni e avvistamenti ed è talmente efficace da contare ormai 3077 iscritti. Ma qual è il segreto di questo successo? «Sicuramente la passione, la disponibilità e la dedizione delle persone che compongono lo zoccolo duro di questo gruppo. Claudia Parlanti, Elena Tazzini, Marco Zeni e Teresa De Angelis dedicano ogni minuto libero a questa attività, solo ed esclusivamente per amore degli animali» racconta Giada Petriccioli la padrona di Brisky che con il suo cucciolo in braccio aspetta di festeggiare il primo anniversario del ritrovamento. Ma l’efficacia della pagina è legata anche alle “regole” che i suoi creatori si sono dati e che sfruttano al massimo la “potenza” dei social network: quando arriva la segnalazione su un animale smarrito, viene pubblicato un post sulla pagina “Brisky vuole che torni a casa” con foto e tutte le informazioni utili al ritrovamento, come il luogo da cui si è allontanato o l’ultima volta in cui è stato visto. Nel post vengono taggati tutti i contatti che vivono nella zona da cui è scomparso il cane. Se ci sono avvistamenti, in luoghi più lontani, si allarga anche il campo dei “tag”.
Se dopo qualche giorno non arrivano “buone notizie” si crea una pagina tutta dedicata all’animale scomparso e un gruppo Whatsapp con i numeri di telefono di tutti coloro che vogliono partecipare alle ricerche. «A questo punto inizia la ricerca vera e propria: i “follower” della pagina che hanno voglia e tempo, partono per una serie di battute di caccia alla ricerca dello scomparso» racconta ancora Giada Petriccioli, rivelando che in questo ambito vengono attuate tecniche e stratagemmi ispirati all’arte venatoria più propriamente detta. Appostamenti, setacciamenti e perfino le gabbie a trappola: il tutto ovviamente senza nuocere minimamente all’animale. «Uno dei casi più eclatanti è stato quello di Lupen, un meticcio di piccola taglia di proprietà di alcuni ragazzi fiorentini in vacanza in Versilia. Si era perso a Forte dei Marmi e l’abbiamo ritrovato proprio utilizzando la gabbia/trappola: dopo una serie di avvistamenti che ci hanno permesso di limitare la zona di ricerca, abbiamo installato la gabbia e Lupen, attirato dal cibo, ci è finito dentro» ricorda la padrona di Brisky.
La ricerca degli animali richiede ovviamente tempo e risorse, basti pensare agli spostamenti in auto però gli animatori di questa pagina Facebook lo fanno continuamente e incessantemente, senza la richiesta di alcun compenso. «Ci basta il sorriso dei padroni che ritrovano i loro cuccioli… spesso dopo la riconsegna nascono nuove amicizie e tante occasioni di fare festa» spiega Giada Petriccioli.
“Brisky vuole che torni a casa” è sempre attiva e operativa: anche adesso, ad esempio, i volontari sono alla ricerca di alcuni animali. Le priorità del momento sono Nala e Laika: la prima è un Breton scomparso ad agosto che si teme possa essere stato rubato; la seconda è un Husky siberiano di 16 anni che per età, non può stare troppo lontano da casa. «Non tutte le storie finiscono bene ma noi non molliamo» conclude Giada precisando che attraverso la pagina Facebook di Brisky vengono promosse e coordinate anche attività a sostegno delle associazioni che si occupano della tutela degli animali.
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