Il Tirreno

Avvocatessa scomparsa, spunta la pista di Santiago

di Alessandra Vivoli
Avvocatessa scomparsa, spunta la pista di Santiago

In un biglietto trovato nella sua camera di Eleonora alcune indicazioni sul cammino di Compostela. Lo zio e la cugina: è tutta una farsa

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CARRARA. Avvocatessa scomparsa, il giallo si complica. Da una parte spunta, celato nella Bibbia, nella camera da letto di Eleonora Vita, un biglietto vergato a mano con alcune indicazioni sul cammino di Santiago di Compostela e un cuoricino. Una nuova pista per le ricerche dalla professionista che si è allontanata dall’abitazione di via Sforza ad Avenza ormai da tredici giorni. Dall’altra lo zio, in televisione, e la cugina - tirati in ballo per l’annosa causa del testamento contestato - in una intervista concessa al nostro giornale danno una versione diversa dei fatti: «È tutta una farsa per accendere i riflettori su una vicenda in cui si è già espressa la giustizia».

Le indagini: guaste le telecamere del Comune. Sul fronte delle ricerche e delle indagini c’è stata una battuta d’arresto, almeno per quel che riguarda le telecamere comunali poste nella zona della stazione di Massa centro, poichè si sono rivelate non funzionanti per un guasto tecnico.

I carabinieri sono ancora in attesa dei filmati dell’impianto di videosorveglianza della Stazione. Nelle scorse giornate intanto i militari hanno continuato a sentire amici e vicini di casa di Eleonora, ma non sono stati raccolti elementi utili. Dai carabinieri nessun riferimento alla pista di Santiago di Compostela emersa durante la trasmissione di Rai 3.

La pista del cammino di Santiago di Campostela.Un foglio scritto a penna, con una grafia tondeggiante. Un foglio in cui ci sono indicazioni precise sul cammino di Santiago di Compostela. Questo quanto emerso in tv. Una pista che potrebbe aiutare a rintracciare Eleonora, avvallata dalla devozione della avvocatessa e dalla sua fede religiosa testimoniata dalla madre e dalle amiche della professionista.

La cugina Sabrina Chiappetta: è una farsa. Eleonora l’ha vista l’ultima volta due settimane fa, al supermercato. Non si sono salutate, cosa che ormai accade da dieci anni, da quando cioè è cominciata la querelle giudiziaria per il testamento della prozia, Bernardina Fornaciari morta in Versilia nel 2005, a 95 anni.

«E pensare che la zia la voleva diseredare perchè si era cambiata il cognome, perchè non andava mai a trovarla - dice Sabrina Chiappetta , insegnante in una scuola di Massa - Mio padre ha pensato a Eleonora, convinse la zia a lasciarle una parte di eredità: 150mila euro che lei poi ha speso per farci causa».

E sulla vicenda della scomparsa da casa Sabrina ripete quello che il padre ha dichiarato davanti alle telecamere di Chi l’ha visto.

«È tutta una farsa - dice Sabrina- Sono convinta che Eleonora non sia tanto lontano e che sia a casa di una amica, che si sia nascosta per vedere quanto scalpore riesce a suscitare con questa storia. Avendo perso le cause vuole riportare attenzione su di sè».

«Le firme del testamento sono autentiche». E Sabrina rimarca anche un aspetto particolare legato alle vicende giudiziarie.

«Agli atti ci sono due consulenze grafologiche di Del Favero e Zappa, che concludono per la vericidità della sottoscrizione del testamento - dice - Sono maggiormente attendibili perchè fondate su scritture comparative recenti al periodo in cui è stato scritto il testamento stesso».

E da Sabrina Chiappetta, assistita come il padre dal legale Valeria Palmeggiani, arriva un monito preciso: «Si invita a rispettare le sentenze, valutiamo una causa di responsabilità professionale nei confronti dei grafologi che hanno concluso per la falsità del testamento basandosi su scritture non sufficienti e lontane nel tempo dal testamento stesso». Insomma una vicenda complessa e due versioni completamente differenti e distanti rispetto al testamento della prozia della famiglia Chiappetta finito al centro del giallo della scomparsa dell’a avvocatessa Eleonora Vita.

 

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