Sicurezza
E Avenza ora lancia le prove di secessione da Carrara
La provocazione dei commercianti per rivendicare attenzioni. «Siamo stufi di macinare per mantenere altri» e invocano il decreto Farini
AVENZA. Prosegue il botta e risposta tra gli avenzini e l’assessore alle Attività produttive Riccardo Coppola. Dopo gli interventi della Pro-Loco Avenza sulla via Francigenza sul mancato contributo da parte del Comune ad alcune manifestazioni già programmate, questa volta scende in campo un nutrito gruppo di commercianti della frazione. Il “casus belli” sono le affermazioni con cui l’assessore Coppola ha risposto proprio alla Pro-Loco di Avenza nel corso dell’ultima commissione Attività Produttive dichiarando che quando si parla di rilancio e iniziative, la priorità è il centro di Carrara.
«Dispiace dirlo ma, quell’impostazione delle priorità, ha l’aria di una provocazione e, ad una provocazione, è facile rispondere con un’altra provocazione» ribattono i commercianti di Avenza che dati alla mano, ricordano all’esponente della giunta che oggi, «la maggioranza degli abitanti, degli immobili e delle attività è concentrata tra Avenza e Marina, che potrebbero stufarsi di macinare per mantenere altri».
I residenti e le attività della piana sono il primo contribuente del comune di Carrara visto che le risorse derivanti dalle cave di marmo vengono quasi completamente destinate al pagamento della strada dei Marmi. Prima di questa grande opera, scrivono dalla via Francigena, «far parte del comune di Carrara poteva essere un vantaggio perché nessun comune d’Italia poteva vantare entrate straordinarie come quella del marmo. Oggi che esse sono diventate una partita di giro anche Carrara come tutti i comuni italiani, vive su tasse e imposte, sulle persone, sugli immobili e sulle attività».
E qui scatta la provocazione: «Il decreto Farini del 1859 che prevede il comune di Avenza (e, ipso facto, di Marina), è stato solo disatteso, non cancellato ed oggi sarebbe pure conveniente» scrivono i commercianti avenzini. Il riferimento è all'atto con cui un secolo e mezzo fa, il Dittatore delle Province Modenesi, Luigi Farini, aveva istituto il Comune di Avenza. Siamo dunque davanti a una deriva secessionista lanciata dalla via Francigena?
I commercianti garantiscono che non è affatto così e che si tratta di una provocazione per lanciare un messaggio politico preciso: «Dire che Carrara-centro ha la priorità (…) significa ammettere che decenni di investimenti non hanno sortito nessun effetto» affermano i negozianti sottolineando le ricchezze storiche e artistiche della città ma anche la «mancanza di una strategia su come un centro della valenza di Carrara si debba porre». L’intento, dunque, non è scatenare una guerra tra Carrara e la piana ma piuttosto, rivendicare attenzioni anche per Avenza , «per evitarne il degrado e la diffusione di una cancrena che potrebbe presto estendersi a tutto il comune». E questo perché, concludono i commercianti affacciati sulla via Francigena «se il decollo di Carrara non è avvenuto malgrado investimenti con molti zeri non si può certo imputare la colpa alle modeste richieste tese alla preservazione di Avenza, secondo centro storico della città».
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