La manifestazione
Crollo palazzina, le richieste del pm
La pubblica accusa vuole condanne per l’ingegner Orsini, il direttore dei lavori Dei e il comunale Festa
CARRARA. La palazzina di via Carriona è venuta giù all’inizio di novembre del 2010. Sei anni dopo il pubblico ministero Alessandra Conforti ha formulato le sue richieste di condanna davanti al giudice Fabrizio Garofalo. E tra poche settimane il processo si chiuderà. Il sostituto procuratore ha chiesto un anno e sei mesi per l’ ingegnere Pietro Orsini (è difeso dai legali Tolini e Marzaduri) e per Gianluca Dei, il direttore dei lavori della ditta Coestra, aggiudicataria dell'appalto per la risistemazione dell'alveo del Carrione. Conforti, invece, vuole una pena di otto mesi per Nicola Festa (dipendente comunale difeso dai legali Trabucci e Persiani), direttore dei lavori dei lavori di risagomazione dell'alveo del torrente Carrione nel centro storico (lotto Valle). Chiesta l’assoluzione invece per l’ingegnere Sergio Alteri, dirigente dell'ufficio Opere pubblico del Comune e responsabile unico del procedimento (difeso dagli avvocati Luca Pietrini e Angelo Tubolino) e Paolo Fredducci, responsabile tecnico della ditta Abc Generale Engineering, incaricata di eseguire lavori di bonifica bellica nel fiume.
Gli ingegneri Orsini, Festa e Dei della Coestra, secondo la procura, avendo realizzato la demolizione delle briglie nel tratto compreso tra il ponte di via Apuana e quello di via Cavour, hanno fatto aumentare significativamente la pendenza dell'alveo fino a due metri, provocando un considerevole aumento della capacità erosiva della corrente. Dalla requisitoria del pm ieri si è capito che è stato proprio questo intervento a dare il via a quel crollo. Anche per l’accusa invece gli altri due imputati non hanno commesso reati, nonostante siano finiti alla sbarra: Altieri avrebbe omesso di controllare e garantire che i lavori fossero realizzati in alveo secondo i tempi previsti dal progetto approvato, e non avrebbe coordinato questa fase con la bonifica bellica, consentendo, insieme ad Orsini, che la ditta Abc realizzasse quei lavori in assenza di una perizia di variante approvata. Al responsabile tecnico della ditta Abc, Paolo Fredducci, veniva contestato che, eseguendo tra il 21 e il 28 settembre del 2010, i lavori di bonifica bellica e realizzando il ripristino di piste nella sponda destra del fiume (fra il ponte di via Apuana e quello di via Cavour) avrebbe demolito il bauletto della fognatura posto in corrispondenza al muro d'argine, vicino all'edificio di via Carriona in cui si è verificato il crollo. Accuse che in dibattimento, anche per merito dei consulenti di parte, non si sono evidenziate così nette come era avvenuto in fase di indagine. Insomma, il sostituto procuratore ha spiegato a Garofalo che in quelle condotte non ravvisa alcun tipo di reato.
Nella prossima udienza ci sarà spazio per gli ultimi difensori e poiuj alle controrepliche. A quel punto la camera di consiglio e la sentenza, che arriverà dopo sei anni abbondanti, anche perché il giudice nonostante il trasferimento a La Spezia ha deciso di farsi associare per portare a termine il procedimento.
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