Proteste
Niente depuratore, e Gaia risarcisce
La segnalazione di una utente sulle spese aggiunte in bolletta: la società rimborserà tutto il paese
CASOLA. Quelle spese per la depurazione, di 17,15 euro che finivano in bolletta, ogni due mesi, sono finite sotto la lente di una coppia di Casola che ha deciso di vederci più chiaro. E così, dopo aver pagato per sei anni (il tempo del contratto stipulato con Gaia per la propria abitazione) senza battere ciglio, i padroni di casa hanno voluto informarsi. Cominciando col chiedere alla società se questo depuratore, per cui venivano messe le spese in bolletta, esistesse o meno.
Il primo tentativo è andato a vuoto, o meglio gli utenti sono stati invitati a compilare un modulo che riportasse i propri dati, quelli della casa, il contratto stipulato eccetera. Ma la coppia di Casola non si è fatta scoraggiare: ha risposto che qui dati la società, proprio dalla stipula del contratto, li aveva già. E ha scritto di nuovo - questa volta - alla Autorità idrica Toscana.
Risultato? Gaia adesso dovrà risarcire la quota addebitata, nella fattispecie 90 euro l’anno, moltiplicati per sei, quindi 540 euro.
Ma c’è di più: la disposizione dell’Autorità idrica toscana riguarda anche tutto il Comune di Casola e le bollette degli utenti che riportavano l’addebito delle spese di depurazione. Del resto l’ufficio a tutela del consumatore dell’Autorità idrica toscana ha parlato chiaro: «In riferimento alla contestazione della voce depurazione a voi fatturata - questo è stato risposto nero su bianco alla coppia che ha fatto presente il fatto - questa Autorità ha richiesto informazioni a Gaia. Gaia ci ha comunicato che, a seguito di accertamenti tecnici è stato riscontrato l’assenza di un depuratore attivo in località Casola in Lunigiana. Pertanto le utenze interessate4, tra cui la vostra utenza, saranno oggetto di rimborso della quota addebitata».
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