Il Tirreno

Profughi alla Filanda va in onda lo scontro

Profughi alla Filanda va in onda lo scontro

Di nuovo in tv, a Quinta Colonna, il caso della palazzina affittata alla “Caprini” Novelli (Lega Nord): in quella casa si spaccia. Polemiche sul numero degli ospiti

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AULLA. Per la seconda volta in meno di un mese, Aulla è stata alla ribalta nazionale in prima serata su Rete 4, ancora una volta per il tema caldo dell'immigrazione. È accaduto lunedì sera durante la trasmissione "Quinta colonna", condotta da Paolo Del Debbio, che ha affrontato la delicata questione dello stabile della Filanda di Aulla che la proprietaria, la signora 80enne Armanda Adriana Spediacci, ha affittato alla Ezio Caprini, società unipersonale che ha sede legale ad Aulla. Nell’immobile vi sono tre appartamenti e un ufficio ad uso foresteria e questi sono stati affittati alla Caprini per accogliervi cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, i cosiddetti profughi in fuga da guerre e persecuzioni.

Il problema è che a un anno dalla stipula del contratto di affitto, proprietaria e società si parlano tramite i rispettivi legali, perché, nel frattempo, sarebbe accaduto un po' di tutto. La trasmissione si apriva con Del Debbio che faceva riferimento ai 21 migranti, invece dei 10 che avrebbero dovuto essere, ospitati alla Filanda, poi veniva dato spazio al collegamento in diretta con Aulla, dove era riunita una nutrita schiera di cittadini: a parlare per primo era Andrea Lazzarotti, il quale risiede in una villetta a schiera delle case Baracchini al Groppino, come venivano chiamate da chi ha i capelli bianchi ad Aulla, e ricordava un altro caso, quello dei migranti ospitati in una villetta a schiera vicina alla sua. Quindi, il clou della trasmissione, con la messa in onda di un servizio registrato la scorsa settimana proprio al di fuori dell'immobile della Filanda, con la giornalista di "Quinta colonna", Elena Redaelli, che affrontava, anche a muso duro, quello che, a quanto pare, era il figlio dell'amministratore unico della società, con la faccia e la voce rese irriconoscibili, il quale chiamava i carabinieri quando arrivava la troupe televisiva e si rifiutava di rilasciare interviste; il tutto mentre, nello stesso servizio, il segretario lunigianese della Lega Nord, Giuliano Novelli, parlava "di abusi edilizi" nello stabile e di "letti dappertutto, anche nel sottotetto che non ha l'agibilità". Al ritorno in studio Del Debbio sottolineava che "non potevano essere fatti nomi", a quanto pare per problemi legali, mentre faceva entrare in studio Ketty Giampietri, figlia della proprietaria dello stabile, la quale si presentava con un corposo incartamento di documenti per vedere rispettati i propri diritti e quelli della madre: «Ci siamo fidati della società, che ci ha detto che sarebbero arrivati profughi cristiani perseguitati, poi una inquilina - esordiva - ci è venuta a dire che c'è un via vai di materassi e la società si è appropriata dell'area condominiale, con gli impianti che sarebbero stati unificati in un'unica utenza. Sono stati tirati giù i muri e un vicino mi ha mandato le foto, mentre il Comune di Aulla ci è stato vicino. Invece, chi controlla il lavoro del prefetto?», aggiungeva la signora Giampietri, con il dibattito, anche acceso, che scoppiava in studio e il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che invitava la Finanza «ad andare da quel tizio. Hanno preso in giro la signora, ma magari se affittavate ad italiani era meglio, che serva da lezione» precisava Salvini. Un fuoco d'artificio finale lo riservava Novelli in diretta da Aulla: infatti, il segretario lunigianese del Carroccio paragonava la casa della Filanda ad una casbah, in cui si perpetrerebbero "spaccio e induzione alla prostituzione". In conclusione, c'era spazio anche, sempre in collegamento da Aulla, per il sindaco di Villafranca, Filippo Bellesi, il quale dava notizia del caso di una persona a cui non veniva riconosciuto lo status di profugo, ma che si sarebbe voluto fare mantenere al Comune.

Gianluca Uberti

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