Sicurezza
E la “guerra” delle banchine con l’Authority va avanti
CARRARA. Ancora un braccio di ferro fra Porto spa e Autorità portuale per le banchine all’interno dello scalo di Marina di Carrara. «Con grande stupore abbiamo appreso di come - con la deliberazione...
CARRARA. Ancora un braccio di ferro fra Porto spa e Autorità portuale per le banchine all’interno dello scalo di Marina di Carrara.
«Con grande stupore abbiamo appreso di come - con la deliberazione n. 46/2016 del 30 agosto 2016 (all.n. 1) - scrive l’ad della Porto Paolo Dello Iacono al commissario straordinario Francesco Messineo - Lei abbia autorizzato, ai sensi dell'art. 38 del Codice della Navigazione, la società Dusty S.r.l. ad occupare una porzione delle testata della 'banchina Fiorillo, della superficie di mq 1.050,00, come meglio individuata nella planimetria allegata alla deliberazione in parola. Nonostante la superficie in parola fosse già stata inclusa nell'ambito della concessione precedentemente assentita alla scrivente in forza dell 'Accordo sostitutivo dell'autorizzazione all 'esercizio di operazioni portuali per conto terzi e della concessione demaniale di aree e banchine portuali nel porto di Marina di Carrara sottoscrittoil 29 agosto scorso».
Trattasi dell'ennesimo grave ed inescusabile errore che va a pregiudicare l'operatività della scrivente, vale a dire della più importante impresa del porto di Marina di Carrara.
«L'area risulta occupata da cassoni dei rifiuti ed è stata inoltre occupata da due imbarcazioni (prima localizzate, come si evince dalle comunicazioni allegate, in altre aree date in concessione alla scrivente) sottoposte a sequestro da parte dell'Autorità Giudiziaria per il tramite della Capitaneria di Porto in data 18.04.2016 (imbarcazioni che sono state dissequestrate dall'Autorità Giudiziaria solo in data 27.10.20 16). La Porto di Carrara S.p.A. ha chiesto alla Dusty S.r.l. di rimuovere detti beni al fine di liberare l'area, sentendosi tuttavia opporre - com'era facilmente prevedibile - l'assenta legittimità dell'occupazione in parola in forza della Sua deliberazione di cui sopra - continua Dello Iacono - Tali errori nella gestione di un porto sono tali da comprometterne lo sviluppo per il fatto di andare ad ostacolare il lavoro del soggetto - vale a dire la Porto di Carrara S.p.A. - che più di ogni altro ha contribuito alla sua crescita, con conseguente beneficio - ci sia consentito osservare - non solo per la comunità portuale, ma per tutto il territorio carrarese.
Questo errore, infatti, si somma a quello relativo alla mancata concessione alla scrivente della banchina Taliercio. Iniziative determinate dalla condotta dell'Autorità in indirizzo, che hanno arrecato gravissimi ed ingiusti danni alla Porto, pregiudicandone non solo l'operatività, ma anche l'immagine».
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