Il Tirreno

Sfida tra i sindaci per la Provincia La Lunigiana prenota una poltrona

di Manuela D’Angelo
Sfida tra i sindaci per la Provincia La Lunigiana prenota una poltrona

Il Pd non ha ancora un nome, in corso il testa a testa tra Cesare Leri (Comano) e Paolo Grassi (Fivizzano) Forza Italia dovrà scegliere, nel giro di ore, tra Lucia Baracchini , Matteo Mastrini e Filippo Bellesi

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MASSA. Tra una settimana, il 21 novembre entro le 12, dovranno essere presentate le liste per le elezioni provinciali, per il rinnovo della carica di Presidente della Provincia di Massa-Carrara e del Consiglio Provinciale, elezioni fissate l’11 dicembre 2016 (il seggio sarà a Palazzo Ducale e si voterà dalle 8 alle 20). Curioso che nessuno ne parli e che, soprattutto nel Pd, il primo partito del territorio, non ci sia ancora stata una discussione sul nome da proporre. La direzione provinciale non si riunisce da mesi, forse si arriva ad un anno e, giusto per la cronaca, da dopo le regionali non esiste più neanche la segretaria provinciale, tra dimissioni e azzeramenti vari. Le voci parlano di un possibile nuovo ingresso in segreteria, quello dell’imprenditore Emanuele Ricciardi, prima del referendum, ma non prima delle provinciali. Contattato al telefono, Cesare Leri, segretario provinciale del PD, ammette che di elezioni non si è ancora discusso ufficialmente, ma che entro qualche giorno - ci dice - convocherà la direzione. Per il resto “no comment”.

Il resto, per chi non lo sapesse, è la sua plausibile candidatura alla presidenza della Provincia. Il nome di Cesare Leri, sindaco di Comano, infatti, è tra i più gettonati nel toto elezioni. Lui non conferma e non smentisce. La partita della Provincia, in effetti, appassiona poco, visto che, dopo il 4 dicembre, data del referendum costituzionale, le province potrebbero essere definitivamente messe al bando e il nostro futuro presidente rimarrebbe in carica giusto il tempo di ufficializzare e sistemare tecnicamente gli atti della sua dipartita. Una anno forse, non tanto di più. «Meglio esserci che non esserci» è però il commento di Jacopo Ferri che con Forza Italia sta preparando la lista per le provinciali: «In un anno si possono fare tantissime cose positive- spiega Ferri- e la Provincia rimane competente per scuole e strade. Sarà importante per qualunque sindaco ragionare su queste questioni anche dalla prospettiva, seppur temporanea, della presidenza della provincia».

Forza Italia dovrà scegliere, nel giro di ore, tra Lucia Baracchini sindaco di Pontremoli, Matteo Mastrini sindaco di Tresana, e Filippo Bellesi sindaco di Villafranca in Lunigiana. Ferri si augura che la lista venga appoggiata anche dal resto del centro destra che, pur non avendo candidati diretti da esprimere, potrebbe decidere di formare una lista parallela solo per i consiglieri provinciali, magari a sostegno di quella di Forza Italia.

Il Pd invece tace. La notizia ormai ufficiale è che il sindaco di Massa Alessandro Volpi, che in tanti avrebbero voluto alla presidenza, se non altro per il prestigio della carica, è fuori dai giochi e per un pugno di giorni non potrà presentarsi alle provinciali (occorrono ad ogni sindaco almeno 18 mesi di legislatura davanti); per gli stessi motivi neanche Angelo Zubbani, sindaco uscente di Carrara, può candidarsi alla presidenza e così al Pd tocca fare i conti in tasca alla Lunigiana, fatta eccezione per il neo eletto Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso. Oltre a Lorenzetti, i sindaci candidabili per il PD sono: Cesare Leri (Comano), Paolo Grassi (Fivizzano), Camilla Bianchi (Fosdinovo) e Carletto Marconi (Bagnone). Il Pd dovrà decidere in tempi abbastanza stretti e si prevede un testa a testa tra Leri e Grassi, anche se l’area di Giacomo Bugliani, più vicina ai sindaci Bianchi e Marconi, potrebbe voler dire la sua, o comunque evitare che si confezioni una lista senza concertazione. Il centro destra non nega che stia sperando nella divisione dei voti del Pd, tra due o più candidati (cosa non del tutto assurda) per avere più speranze di accaparrarsi la presidenza. Il Pd, come al solito, sembra in questi giorni molto più vicino ad alcuni alleati (ad esempio Sel) che non alla minoranza al suo interno e così le provinciali assumono quel valore politicamente importante, più che mai. Non tanto per chi occuperà una poltrona più faticosa che altro per un anno, quanto per equilibri e strategie di partito: il Pd è chiamato a guardarsi al suo interno, a contarsi, di nuovo, a parlarsi, a stabilire alleanze e divisioni. Una specie di prova in vista delle prossime elezioni amministrative, sia di Carrara, sia di Massa.

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