Il Tirreno

«L’immobilismo di Zubbani & co»

L’analisi di Rifondazione: dopo l’alluvione è venuto a mancare l’agire politico

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CARRARA. «Subito dopo l’alluvione di due anni fa, conclusa la fase dell'emergenza è venuta a mancare quella dell'agire politico, azione, che ancora ad oggi sta latitando».

Lo sostiene in una nota il coordinamento comunale di Rifondazione comunista.

«Siamo convinti che la pioggia devastante di quel 5 novembre abbia contribuito non solo a spazzare via la fiducia verso la giunta Zubbani, ma anche e soprattutto fatto emergere un palpabile immobilismo rispetto ai piani programmatici nonché una completa dipendenza dalle politiche esercitate dalla Regione e dalle sue scelte di pianificazione e programmazione - prosegue la nota - Non sono serviti infatti i suoi due mandati ricevuti dai carraresi, a far sì che si potesse prevenire e garantire una adeguata messa in sicurezza di un territorio morfologicamente ad alto rischio. Più volte, in questi anni, abbiamo sentito parlare di opere finalizzate al ripristino del corretto deflusso delle acque e della stombatura di porzioni di zone pubbliche e private, purtroppo ad oggi mai state realizzate e, proprio per questo, non riteniamo corretto ritrovarci a voler scaricare su altri (Consorzio di Bonifica), responsabilità che non gli competono o se gli competono, solo parzialmente, poiché chi ha lavorato in questi mesi per la pulizia di fossi e canali è delegato a compiere solo ed esclusivamente lavori di manutenzione ordinaria». «L'autonomia locale è stata, con il bene placito dell'amministrazione, progressivamente esautorata a favore della regione Toscana, le cui politiche di area vasta, portate avanti con il sostegno del PD hanno e stanno penalizzando la nostra città, e non solo- continua la nota - La sanità, i trasporti, la scuola, il lavoro, la gestione del servizio idrico, l'accorpamento dell'autorità portuale a quella di La Spezia, la regolamentazione degli agri marmiferi, tra l'altro una delle principali cause che a monte ha contribuito a scatenare il disastro avvenuto a valle, la notte del 5 novembre, sono i punti fondamentali su cui poco e male o addirittura nulla è stato fatto». «Ormai mancano pochi mesi alle nuove elezioni che decideranno chi dovrà guidare la nostra città e c'è chi continua nonostante tutto, imperterrito ad appoggiare ed avvallare decisioni che vengono prese lontano da qui e calate dall’alto, quasi come se chi è stato eletto dalla comunità carrarese non fosse in grado di governarla o avesse bisogno di continui sostegni e puntelli - si chiude la nota - Il 4 dicembre si voterà sulla riforma Renzi-Boschi; auspichiamo che tutti i cittadini oltre a partecipare, diano un loro giudizio negativo apponendo un “no” sulla scheda referendaria per evitare quello che già è iniziato, un percorso atto a ridurre ed allontanare l'elettorato dagli organi di rappresentanza e di decisione politica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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