Il dolore
I Geometri accusano: Massa è la culla dell’abusivismo edilizo
Il collegio dei professionisti contesta il Comune sui sottotetti «Anomalia tutta locale, altre città consentono gli interventi»
MASSA. «L’impossibilità di ristrutturare le mansarde o sottotetti è un’anomalia tutta massese. E il nuovo Regolamento urbanistico non la risolverà». È il collegio dei geometri di Massa Carrara a riaprire il fronte caldo dell’urbanistica, chiedendo norme certe, subito, per le ristrutturazioni edilizie. Ma palazzo civico risponde: la “presunta” anomalia sarà risolta presto. E proprio dal Regolamento urbanistico.
L’edilizia piccola e grande e i professionisti ad essa legati, sono in fibrillazione. Da tempo. Per loro la mancanza della normativa in materia di cosa e si può e non si può cosrtuire (cioè in assenza del Regolamento urbanistico) è un problemone. E così quando Simone Ortori, consigliere di Articolo Primo accende i riflettori su un punto nevralgico in materia, quello delle autorizzazioni a intervenire sulle mansarde, i geometri fanno sentire la loro voce.
È Alessia Marchini, a nome del consiglio direttivo del collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati di Massa Carrara (di cui è consigliera) a mettere sul piatto la questione, che riguarda diverse centinaia di massesi, che abitano in case dotate di sottotetto.
I sottotetti condonati come superficie abitabile, lo dice la legge, non possono essere oggetto di ristrutturazione perché lo spostamento di una parete implica la conformità al regolamento edilizio vigente che prevede un'altezza media di 2,70 metri per cucine, camere e soggiorni e 2,40 m. per bagni, ripostigli e simili. Condizione difficile, spesso impossibile, da ottenere nel caso di locali posti nel sottotetto.
«Esistono però – dice Alessia Marchini – norme che consentirebbero molti interventi di recupero. Come la legge regionale 5 del 2010 "legge per il recupero dei sottotetti ai fini abitativi". In quella legge sono contenuti principi innovativi e fondamentali. Ma il fatto è che il Comune di Massa non ha recepito tali novità. Rendendo di fatto impossibile recuperare il patrimonio edilizio esistente.E il nuovo Regolamento Urbanistico non risolverà questo problema».
«Il vuoto legislativo – accusano ancora i Geometri – esiste solo per Massa. I comuni limitrofi si sono aggiornati. E non hanno aspettato il nuovo regolamento. Non recepire una norma del genere, significa non rendersi conto della situazione edilizia del territorio».
Poi, la critica si allarga a tuto campo: «Massa – dice la Marchini – è la culla dell’abusivismo, alimentato dai vuoti normativi. La nostra categoria professionale soffre i disagi del vecchio Regolamento oggi più che mai superato dalle vere esigenze dei cittadini sia come proprietari siacome imprenditori. L'economia locale è sempre più in crisi e lo sarà sempre più se non si vanno a tutelare e normare questo tipo di situazioni».
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