Trasporti
Processo al via, primo rinvio
Parti civili la famiglia del maresciallo, i carabinieri e le vittime del dovere
CARRARA. Ore 9 e 20. Suona la campanella del tribunale. Entra la corte, si siedono negli scranni, sotto il cartello “la legge è uguale per tutti” gli otto giudici popolari, con la fascia tricolore sul petto.
A dieci mesi dal delitto che il 27 gennaio scorso ha strappato alla famiglia, e all’Arma dei carabinieri, il maresciallo di 47 anni Antonio Taibi, si apre il processo, con rito immediato, a carico di Roberto Vignozzi.
L’ex postino di 73 anni è l’unico imputato: è stato lui a impugnare la pistola automatica Heckler e Kock e, il 27 gennaio di un anno fa, alle 7 e mezzo del mattino, a sparare al cuore al maresciallo. A uccidere a sangue freddo colui che - come ha confessato - riteneva responsabile delle vicende giudiziarie che avevano portato alla condanna dei due figli, Riccardo e Alessandro, rispettivamente di 31 e 26 anni.
La prima udienza. La prima udienza si è chiusa poco dopo mezzogiorno: gli atti sono stati rimessi alla presidente del tribunale. Perché, come fatto notare dalla difesa, il giudice a latere della Corte di Assise è lo stesso che ha giudicato, e condannato i figli di Roberto Vignozzi. Sarà la presidente del tribunale a valutare se esistono profili di incompatibilità. Intanto ieri, davanti al presidente Giovanni Sgambati (presidente), al giudice Alessandro Trinci e al pubblico ministero Alberto Dello Iacono, ieri mattina si è incardinato il processo per omicidio a carico di Roberto Vignozzi. Le prime fasi dell’udienza, che si celebra con il giudizio immediato, sono quelle della costituzione delle parti civili a cominciare dalla vedova e i figli del maresciallo Taibi, rappresentati dall’avvocato Riccardo Balatri. È stata poi la volta di un’altra costituzione, quella che l’Avvocatura dello Stato ha avanzato per l’Arma dei carabinieri e, infine quella che l’avvocato Stefano Maccioni ha avanzato per l’Associazione Vittime del dovere onlus, la stessa che si è costituita per il maresciallo Giuseppe Giangrande nel procedimento a carico di Luigi Preiti, il muratore disoccupato di Rosarno che tre anni fa davanti a palazzo Chigi sparò un colpo di pistola alla testa al carabiniere di Prato, ferendolo gravemente. L’avvocato Enrico Di Martino, che insieme a Francesca Turitto difende Roberto Vignozzi non ha avuto nulla da eccepire sulla costituzione dei familiari di Antonio Taibi. Mentre ha contestato quella avanzata dall’Arma dei carabinieri («non esiste nulla che possa ricondurre l’atto criminoso all’attività istituzionale del maresciallo Taibi» ha fatto notare ai giudici) e dall’Associazione Vittime del dovere perché «il delitto non è avvenuto mentre il maresciallo era in servizio». Alle 10 e 20 la Corte si è ritirata per la prima delle due Camere di consiglio che hanno caratterizzato la prima udienza. Dopo una mezz’ora il presidente della Corte di Assise ha dichiarato ammesse tutte e tre le parti civili.
Questioni preliminari: rimessi gli atti alla presidente del tribunale. Il processo Vignozzi non entra ancora nel vivo. Ci sono le questioni preliminari e l’avvocato Enrico Di Martino fa presente che il giudice a latere nel processo è lo stesso, Alessandro Trinci, che ha giudicato i figli di Roberto Vignozzi, Riccardo e Alessandro in un procedimento legato alla detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti (la condanna a carico di Alessandro è stata riformata in appello). Nessuna ricusazione ma una annotazione a cui fa seguito una seconda camera di consiglio, al termine della quale, dopo circa un quarto d’ora, il presidente Sgambati decide di rinviare gli atti alla presidente del tribunale per valutare se esistono profili di incompatibilità sulla posizione del giudice Trinci. La sua sentenza, quella del 26 gennaio scorso a carico dei figli del Vignozzi, viene indicata - lo ricordiamo - nel decreto di giudizio immediato a carico dell’ex postino di Marina di Carrara come quella da cui sarebbe partita la reazione omicida del Vignozzi stesso.
Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo primo dicembre ed è già stata fissata una seconda udienza il 16 dello stesso mese.
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