Il Tirreno

La nuova vita dei vigneti borbonici

di Fabrizio Palagi
La nuova vita dei vigneti borbonici

La famiglia Poggi ha restaurato e potenziato a Montepepe la tenuta del duca di Lucca

3 MINUTI DI LETTURA





di Fabrizio Palagi

MONTIGNOSO

Un gioiello architettonico incastonato sulle colline da cui si domina la vallata e, più giù ancora, la costa tirrenica: qui è dove nascono i vini dell'azienda agricola Montepepe, diretta da Alberto Poggi, 50enne architetto massese con la spiccata passione della viticoltura. La sua azienda si trova sulle prime pendici di una collina ai cui piedi scorre l'Aurelia, poco prima del confine con la Versilia, nella zona Doc dei Colli del Candia e Igt Costa Toscana. La vicinanza del mare e delle Alpi Apuane crea un microclima particolare, fatto di estati ventilate e inverni miti.

Questi luoghi sono rinomati da tempo per la loro vocazione vitivinicola. A torreggiare sui lunghi filari perfettamente allineati, una villa ottocentesca fulcro della tenuta un tempo di proprietà di Carlo Ludovico di Borbone, duca di Lucca, ora diventata "Relais & Winery residenza d'epoca".

«Abbiamo dato il via all'azienda nel 2002 - dice Alberto Poggi - reimpiantando vitigni che, due anni dopo, hanno iniziato a fruttare, progressivamente arrivando alle 25mila bottiglie attuali, molte delle quali vengono commerciate in Italia, con puntate in Francia e in Belgio. Nostro progetto più immediato è ampliare il vigneto di almeno un ettaro, tenendo sempre presente che l'imperativo di un imprenditore vitivinicolo deve rimanere la qualità e non la quantità. I nostri vigneti, per come sono posizionati, necessitano di una lavorazione particolare eseguita totalmente a mano e perciò l'impegno è maggiore rispetto ad altre realtà con diversa posizione geografica».

E parlando di colleghi, il suggerimento di Alberto Poggi: «Oltrechè lavorare bene e quindi creare qualità, sarebbe mglio aprirsi, tutti quanti, in nome di una collaborazione costruttiva per il nostro settore».

Osservazione sibillina, ma neppure troppo.

Ma torniamo all'azienda, i cui vigneti e l'oliveto di Montepepe sono infatti disposti su terrazze costituite da muretti a secco di inizio Ottocento, che costituiscono un affascinante disegno architettonico. I vigneti sono stati per la maggior parte reimpiantati nel 2004 su terrazze già esistenti, che fin dall'Ottocento hanno ospitato la vite, recuperandone integralmente la struttura fatta di muri a secco e canali in pietra, un importante patrimonio architettonico. La superficie del vigneto è di circa 5 ettari ed è ripartita in parti uguali tra vitigni a bacca bianca e vitigni a bacca rossa.

Ci sono poi le antiche cantine, situate al piano terra della villa, restaurate attraverso interventi che hanno portato alla realizzazione di un luogo dove vinificare con le tecniche attuali, sfruttando le caratteristiche climatiche di una costruzione antica con muri di grande spessore e la massa della collina in aderenza al fabbricato, con il suo apporto termico e l'umidità giusta.

«Nel restauro si è voluto mantenere, senza snaturare gli ambienti, l'atmosfera che qui si respirava - aggiunge Poggi - quasi che il vino potesse risentirne psicologicamente. La sala maggiore ha il soffitto a volta e pavimentazione a piastre di pietra antica sbozzate a mano dagli scalpellini del tempo. Una sala attualmente utilizzata per le degustazioni».

Già, le degustazioni: un momento sublime per gli appassionati del buon vino e, perchè no, delle bellezze di un territorio unico, tra monti e mare, ormai conosciuto anche all'estero come confermano i tantissimi turisti che approdano in questa zona, parecchi dei quali fanno tappa proprio nelle strutture ricettive realizzate nella villa ottocentesca in cui esiste il "Relais & Winery", aperto dalla primavera all'autunno, che permette agli ospiti di visitare i vigneti, percorrere a piedi la tenuta, assaporarne i prodotti, il tutto tra una capatina al mare e una gita nei luoghi cult del turismo apuo-ligure.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini