Il Tirreno

Avvocatessa scomparsa, ritrovata l’auto alla stazione

di Cinzia Chiappini
Avvocatessa scomparsa, ritrovata l’auto alla stazione

La vettura è stata ritrovata a Massa. Eleonora viene cercata anche in convento perché si era confidata: «Mi ritiro in clausura»

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CARRARA. C’è una traccia nella scomparsa di Eleonora Vita: nel tardo pomeriggio di ieri, in zona stazione a Massa, è stata ritrovata la sua auto, una Fiat Panda nera. L'auto è stata trovata parcheggiata e regolarmente chiusa a chiave, con i documenti della vettura in ordine. La svolta nel pomeriggio, quando è arrivata la segnalazione giusta ai carabinieri, giunti dalle parti della stazione di Massa e poi andati a casa della madre di Eleonora, la signora Morena Vita, per farsi dare la seconda chiave della Panda. Di più non trapela. Un’auto vicino alla stazione potrebbe anche voler indicare che la giovane sia salita su un treno. Per quale destinazione?
Fatto sta che questo è il primo risultato nelle ricerche da domenica pomeriggio scorsa, da quando l’avvocatessa avenzina di 38 anni si è allontanata da casa dicendo che sarebbe andata alla messa.

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Nel frattempo, ascoltati amici e conoscenti, i Carabinieri hanno esteso le indagini anche a monasteri e conventi. Sì perché la giovane donna confidandosi con le amiche aveva manifestato la volontà di chiudersi in clausura.
Alla base, sempre la vicenda legale che diventa un’ossessione tanto da non riuscire quasi a parlare d’altro, con l’effetto di allontanare alla lunga amici e conoscenti. E così, dallo scorso agosto, dopo l’uscita della sentenza a lei sfavorevole, Eleonora Vita, praticamente non frequentava più nessuno e non accoglieva nemmeno gli amici di vecchia data che provavano ad andare a trovarla a casa. Lo testimonia un’amica, che preferisce mantenere l’anonimato. Le due si conoscevano da 26 anni e non si erano mai perse di vista, se pur con qualche momento di silenzio dovuto, racconta l’amica, proprio ai periodi “bui” di Eleonora, legati sempre e comunque al contenzioso per l’eredità della prozia: «E’ una ragazza che ha vissuto tanti alti e bassi, legati proprio a quella causa che di fatto negli ultimi 10 anni le ha impedito di vivere una vita spensierata» racconta la compagna di mille avventure. Sì perché prima che scoppiasse il caso legale, Eleonora era una ragazza come tante altre, che amava uscire in comitiva e frequentare i locali della Versilia.

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Col trascorrere del tempo, come spesso accade crescendo, le uscite si erano diradate ma l’amica di Eleonora garantisce che il loro legame non si era mai del tutto interrotto. Almeno fino allo scorso agosto, quando è arrivata la sentenza: «La scorsa estate siamo andate qualche volta al mare insieme. Lei amava andare a Marina di Massa, alla spiaggia delle suore e io la accompagnavo. Poi dopo la sentenza non è più uscita: sono passata a trovarla, un paio di settimane fa a casa, ma non aveva voglia di uscire e non mi ha fatto salire» spiega. E proprio questa amica di vecchia data, raccontando delle passioni di Eleonora, rivela un dettaglio che è finito anche all’attenzione degli inquirenti: «Spesso, soprattutto nei periodi “no”, diceva di volersi ritirare in clausura…lei è sempre stata molto credente ma quando annunciava di voler entrare in convento, noi amiche non la prendevamo sul serio e anzi ci scherzavamo su» ricorda la donna.

Adesso quello che Eleonora si trovi in un monastero o in un convento, magari lontana sì, ma al sicuro, è diventato per chi le vuole bene quasi un auspicio. E sull’ipotesi della fuga in clausura, stanno indagando anche gli inquirenti.

In effetti, ascoltati amici, parenti e conoscenti, e avuto riscontro di questa volontà manifestata da Eleonora, risulta che i carabinieri della Compagnia di Carrara, guidati dal capitano Mario Ricciardi, siano andati a fare una verifica in una struttura di Minucciano, ma non hanno trovato tracce della donna. I controlli dei militari si sono concentrati dunque sull’eremo della Beata Vergine del Soccorso di Minucciano, in provincia di Lucca, un convento immerso in un bosco di castagni dove, a quanto risulta ai carabinieri, Eleonora si era recata più di una volta. Purtroppo l’avvocatessa non si trova nell’eremo, né i monaci sono stati in grado di fornire informazioni utili per il suo ritrovamento. Le ricerche proseguono a 360° e i carabinieri continuano a monitorare il telefono che però risulta ancora spento. Anche le caratteristiche dell’auto su cui si è allontanata Eleonora erano state diffuse in tutto il Paese, ma in realtà era vicina: la sua Panda nera era vicino alla stazione di Massa, città in cui, lo ricordiamo, ha lo studio legale. C’è almeno un punto di partenza nella fuga dell’avvocatessa, sotto stress per una annosa vicenda giudiziaria.

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