Il dolore
Uccise Taibi con un solo colpo al cuore
Stamani giudizio con rito immediato per l’ex postino Roberto Vignozzi. Saranno ascoltati i primi testimoni della Procura
CARRARA. Giudizio immediato. A processo stamani, in Corte di Assise Roberto Vignozzi l’ex postino di 72 anni che il 27 gennaio scorso ha freddato a colpi di pistola - nell’atrio di casa - il maresciallo dei carabinieri Antonio Taibi, 47 anni, sposato e padre di due figli, in servizio alla caserma di Massa. Il pubblico ministero Alberto Dello Iacono ha chiesto (e ha ottenuto) l’immediato al gip Antonia Aracri. Anche perché il legale del portalettere in pensione, l’avvocato Enrico Di Martino, non si è opposto. La Procura ha ritenuto sufficienti le prove raccolte durante le indagini e la confessione dell’omicida che si era consegnato da solo in tribunale a Massa. E così è stata saltata l’udienza preliminare. Stamani è prevista la costituzione delle parti civili, la moglie Mari Vittoria Mari e i due figli (assistiti dall’avvocato Riccardo Balatri). Si costituirà parte civile anche l’Arma dei carabinieri. Saranno sentiti anche i primi testimoni citati dalla Procura.
Il capo di imputazione. Roberto Vignozzi dovrà rispondere dell’accusa di omicidio aggravato.
«Per aver cagionato - si legge nel decreto di giudizio immediato - la morte di Antono Taibi, maresciallo in servizio presso il comando provinciale dei carabinieri di Massa Carrara, sparandogli a distanza ravvicinata un colpo di pistola semiautomatica Heckler e Kock calibro 9x21, raggiungendolo direttamente al cuore». Con le aggravanti, anche queste messe nero su bianco nel decreto: «di aver agito per motivo abbietto e futile, consistito nel proposito di immotivata vendetta per quello che il maresciallo Taibi aveva fatto nell’adempimento del suo dovere ben otto anni prima nell’ambito di una indagine risalente al 2007 che portava alla condanna del figlio Riccardo Vognozzi e ritenendolo erroneamente ed irragionevolmente responsabile anche delle ulteriori vicende giudiziarie in conseguneza delle quali i figli Riccardo e Alessandro avevano riportato condanne il giorno 26 gennaio 2016».
L’omicidio. L’omicidio è avvenuto il 27 gennaio di un anno fa: Robetto Vignozzi così si legge nel decreto di giudizio immediato «si è presentato alle 7 e mezzo a casa di Taibi, armato con la sua pistola semiautomatica nella tasca della giacca a vento e il colpo in canna. L’arma era senza sicura e il caricatore pieno, con 12 pallottole».
Vignozzi ha sparato al maresciallo Taibi in pieno petto. Una vendetta, così aveva poi dichiarato il responsabile, nei confronti del militare che aveva indagato sui suoi figli. Per il maresciallo non c’era stato nulla da fare. Era caduto a terra, mentre lo sparo aveva portato il terrore in una tranquilla mattinata d’inverno, in via Monterosso a due passi dal vecchio ospedale di Carrara. Roberto Vignozzi aveva preso la sua auto e si era recato in tribunale a Massa dove, a nemmeno un’ora del delitto si era consegnato alle forze dell’ordine. Dopo la confessione dell’ex postino i Ris di Roma avevano effettuato tutti i rilievi sul luogo del delitto: si era proceduto quindi con i testimoni ed erano stati sentiti a più riprese anche i figli di Vignozzi, sottoposti come il padre alla prova dello stub.
L’udienza stamani. Il processo, con giudizio immediato, è fissato stamattinalle ore 9.
In aula, davanti alla Corte di Assise, sfileranno i primi testimoni del processo, quelli citati dalla Procura (quindi quelli dell’accusa). La moglie e i figli del maresciallo ucciso saranno presenti per la costituizione delle parti civili ma potrebbero non assistere poi all’udienza. Udienza alal quale dovrebbe essere invece presente l’ex postino Roberto Vignozzi, che sarà condotto in aula direttamente dal carcere di Sollicciano dove sta scontando la misura cautelare.
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