Il Tirreno

Nasce il centro d’eccellenza delle super turbine a gas

Nasce il centro d’eccellenza delle super turbine a gas

Ge investe 200 milioni (con ricadute stimate per 640) col sostegno della Regione. Previsto il raddoppio della produzione, speranze di assunzioni a Massa e Avenza

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MASSA CARRARA. Era annunciato da mesi. Da ieri, c’è la firma “nero su bianco” sul “Galileo”, l’accordo da 120 milioni di euro fra il ministero dello Sviluppo, la Regione Toscana e General Electric Oil&Gas. Un accordo che farà della Toscana un centro di eccellenza mondiale nel campo delle turbine e che tocca da vicino il territorio apuano su cui avrà ricadute importanti sul piano dello sviluppo industriale e anche, si spera, sul piano della crescita dell’occupazione.

In virtù di questo accordo la multinazionale Usa dell’energia Ge, attraverso la controllata Nuovo Pignone, potrà attivare una prima tranche di investimenti per complessivi 200 milioni di euro. A firmare l’intesa sono stati ieri mattina a Roma, al Mise, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi e il ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, alla presenza di Massimo Messeri presidente di Nuovo Pignone.

Il programma Galileo prevede lo sviluppo in Italia di turbomacchine innovative (turbine a gas e compressori centrifughi) con una potenza compresa tra 5 e 65 megawatt e di tecnologie di digitalizzazione per l'intero ciclo di vita dei prodotti, per ottimizzarne prestazioni e vita operativa. Si stima che da qui al 2020 saranno coinvolte nel progetto Galileo fino a 500 figure altamente qualificate, provenienti sia da GE Oil & Gas (circa 330), sia dal mondo accademico, della ricerca e delle Pmi (circa 170) nell'arco dei cinque anni del progetto (2016-2020).

L'azienda, a partire dal 2012 e in vista anche dell'avvio del Programma Galileo, ha incrementato il proprio organico di circa 150 nuovi assunti, due terzi dei quali in Toscana.

La firma ha riguardato una parte del Programma Galileo, cioè il cofinanziamento dei primi 3 dei 5 progetti da 40 milioni ciascuno che ne costituiscono il totale. Il contributo pubblico concesso per i primi tre progetti è di 38,4 milioni di euro, 24 da parte del ministero dello Sviluppo economico e 14,4 milioni dalla Regione Toscana. Si stima che la ricaduta di Galileo sull'indotto sarà pari a circa 640 milioni di euro, mentre l'azienda ha già annunciato investimenti complessivi fino a 400 milioni di euro, la metà dei quali prendono avvio dall'accordo siglato oggi.

Nuovo Pignone ha annunciato non soltanto l'intenzione di aumentare del 50% gli attuali volumi produttivi in Italia, ma anche di incrementare il fatturato di 1,5 miliardi di euro in 5 anni e di formare una nuova generazione di ingegneri specializzati nella progettazione di tecnologie d'avanguardia e nell'industrializzazione territoriale. Il tutto con benefici concreti in termini di innovazione e produttività sia per il mondo della ricerca, che per le realtà imprenditoriali locali. I primi 3 progetti che prendono il via oggi si concentreranno sullo sviluppo di turbomacchine entro i 20 MW di potenza per il primo progetto, tra i 20 e i 40 MW per il secondo e oltre i 40 MW per il terzo. Gli altri due progetti, per complessivi 80 milioni di euro cofinanziati con 26 milioni di risorse pubbliche, dovrebbero partire nel 2017. Uno riguarderà la realizzazione di una nuova turbomacchina, l'altro è legato alla digitalizzazione. Ge Oil&Gas Nuovo Pignone occupa in Italia 5.400 dipendenti nei suoi stabilimenti di Firenze, Massa, Avenza, Bari, Vibo, Talamona e Casavatore, 4.800 dei quali lavorano in Toscana che è la regione in cui si avranno le maggiori ricadute in termini di investimenti.

«Grazie a questa iniziativa – è il commento del presidente della Regione Enrico Rossi –la Toscana diventa il cuore della produzione mondiale di turbine e compressori, venduti in tutto il mondo e prodotti qui da noi. La presenza di Ge, a Firenze, Massa Carrara e a Piombino significa molto in termini di occupazione di qualità e di capacità produttiva».

«Questo accordo «è un passo in avanti di specializzazione, non solo nella produzione delle turbine, ma in assoluto», ha detto invece il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, , sottolineando come ci sia «anche una ricaduta sul livello occupazionale».

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