Italia
L’addio a Mimma, partigiana e luminare di Fisiopatologia
ARCOLA. Ultimo saluto ieri alla Casa del Popolo di Arcola, in mezzo alle bandiere dell'Anpi in corteo, a Mimma Rolla, staffetta della Brigata Garibaldi "Ugo Muccini" e illustre ricercatrice nel...
ARCOLA. Ultimo saluto ieri alla Casa del Popolo di Arcola, in mezzo alle bandiere dell'Anpi in corteo, a Mimma Rolla, staffetta della Brigata Garibaldi "Ugo Muccini" e illustre ricercatrice nel settore della Fisiopatologia Endocrina. La partigiana era nata ad Arcola nel 1927 da una famiglia operaia e antifascista. Lo zio era Domenico Rolla, combattente di Spagna e membro della missione "I tre Apostoli", che organizzò la resistenza etiope contro l'esercito fascista. Cresciuta in una famiglia "speciale", ne aveva preso un'impronta politica e morale che non l'avrebbe mai lasciata. Diede il suo contributo già da ragazzina nel movimento clandestino e si arruolò come staffetta nella Brigata Garibaldi "Ugo Muccini". Nel dopoguerra, si laureò in Medicina e Chirurgia all'Università di Pisa, dove arrivò a conquistare la cattedra di Fisiopatologia Endocrina a Pisa. Fu l'inizio di una brillante carriera nel settore della ricerca, che la portò a collaborare con diversi atenei e con il Ministero della Sanità. Mimma fu infatti tra i pionieri degli studi sui disturbi dell'alimentazione nell'età evolutiva, tra i primi a indagare in modo scientifico patologie quali la bulimia e l'anoressia. Fondò il Centro Adolescenti di Pisa che divenne un punto di riferimento nazionale. Nel giorno della sua scomparsa, il ricordo commosso del circolo Archivi della Resistenza di Fosdinovo: «Abbiamo conosciuto Mimma sotto i castagni del Museo Audiovisivo della Resistenza, si presentò questo scricciolo di donna, sempre elegante e con un sorriso che ti stregava, una gentilezza fuori dal comune e una passione politica che parlava al futuro. Mimma non è stata soltanto un grande medico, una filantropa, ma è stata persona giusta e generosa, insomma una comunista da portare d'esempio. Da anni scriveva le sue memorie, con l'aiuto affettuoso di alcuni compagni. E lei non le voleva mai finire perché il suo cruccio era di non ricordare a sufficienza tutti gli altri che hanno lottato nel silenzio». Per il suo ultimo viaggio, Mimma ha voluto indossare i fazzoletti della brigata "Muccini e la stella rossa cucita da lei stessa . Ieri una folla commossa le ha voluto dare l'ultimo saluto.
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