Attenzione
«Ho visto Eleonora molto stressata»
Parla il legale dello studio di Massa dove lavora la giovane avvocata scomparsa: era angosciata per la sua vicenda giudiziaria
CARRARA. Tutto tace. Resta muto il telefonino di Eleonora Vita. Nessuna notizia dai carabinieri che dalla giornata di lunedì si stanno occupando delle ricerche della avvocatessa carrarese di 38 anni scomparsa da casa dal pomeriggio di domenica scorsa. Nessuna “pista” suggerita dalle amiche e dagli amici che potrebbe rivelarsi utile per rintracciare la giovane donna che sembra svanita nel nulla.
Gli orari. Eleonora Vita si è allontanata dalla sua abitazione in via Sforza ad Avenza domenica scorsa alle 17 e 40. Ha detto alla madre Morena che sarebbe andata a messa (alla funzione delle ore 18 senza specificare in quale parrocchia). Si è allontanata a bordo della sua Panda nera: indossava un cappottino nero, i jeans scuri e gli stivaletti sportivi.
La denuncia della madre ai carabinieri di Avenza è di lunedì mattina, intorno alle 9. La donna ha atteso la figlia sveglia per tutta la notte. E ha trovato sulla scrivania un foglio: la lettera che Eleonora le ha indirizzato e che ha fatto scattare l’allarme. Insieme a questo il fatto che la figlia, molto responsabile, non è mai rimasta lontano da casa senza avvisare e senza dare riferimenti precisi su dove si trovasse.
Il primo appello in tv, nella striscia quotidiana delle 12 e 25 alla trasmissione “Chi l’ha visto”arriva martedì. Il giorno dopo la madre lancia il secondo appello, alle 21 e 30 nella trasmissione serale condotta da Federica Sciarelli.
Questi gli orari, a cui va aggiunto un numero significativo: oltre 96 ore quelle che quantificano l’assenza da casa di Eleonora Vita.
Parla l’avvocato collega di studio. In quello studio, di Leandro Mazzi, in via Ghirlanda nel cuore di Massa, Eleonora Vita lavorava da fine settembre. Ieri mattina l’avvocato Mazzi è stato ascoltato per sommarie informazioni dai carabinieri della compagnia di Avenza.
«Era da poco che era nel mio studio, con me ha guardato due o tre fascicoli. Quello che ho riferito agli inquirenti è che Eleonora era una ragazza attenta, molto affidabile sul lavoro: se prendeva un impegno lo portava in fondo, con correttezza - spiega l’avvocato Mazzi - La vedevo molto stressata per la vicenda giudiziaria del testamento contestato che la vedeva coinvolta. Ne parlava spesso, io le avevo consigliato di togliere la testa da quella vicenda, ma ogni volta la ritirava fuori, la viveva con grande angoscia».
I luoghi di Eleonora. La casa in via Sforza. Lo studio in centro a Massa, il tribunale e le parrocchie, quella di Avenza, in piazza Finelli e quella di Marina, la Sacra Famiglia in piazza Menconi.
Eleonora Vita conduceva una vita semplice e molto riservata. Basti pensare che nei bar vicini allo studio nessuno la ricorda, nessuno si ricorda che abbia preso un caffè.
«È una così bella ragazza - dicono nei locali di via Ghirlanda e piazza Aranci - ce la ricorderemmo se fosse una cliente abituale».
E del carattere riservato di Eleonora parla anche un ex compagno del liceo classico Repetti che la giovane donna ha frequentato a Carrara. «Era una studentessa molto brava e sensibile - dice un amico dei tempi di scuola - Amava leggere e ricordo che già al liceo si era appassionata alle Affinità elettive di Goethe. Aveva una passione per la legge e aveva detto fin dal primo anno di ginnasio che sarebbe diventata un avvocato».
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