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I sindacati: subito un vertice con la Regione

I sindacati: subito un vertice con la Regione

«Dobbiamo fare il punto sullo sviluppo». E sul progetto degli industriali: «Un piatto di lenticchie...»

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CARRARA. Con una nota congiunta, Cgil, Cisl e Uil tornano a sollecitare un incontro con la Regione Toscana e il Ministero dello Sviluppo Economico. «Considerati i ritardi rispetto al tanto atteso accordo di programma che per il nostro territorio rappresenta una priorità assoluta affinchè si liberino finalmente le aree bloccate dai vincoli e dalle bonifiche, unitamente alla costituzione di un nuovo conzorzio zona che adotti gli strumenti utili a favorire l'appetibilità delle aree provinciali per nuovi insediamenti riteniamo indispensabile - scrivono i sindacati- la convocazione di un incontro con la Regione Toscana e tutti i soggetti istituzionali del territorio affinchè si faccia chiarezza su quali percorsi condivisi si intende proseguire per attuare quel piano di interventi da noi proposto per risollevare le sorti della nostra Provincia». «Nei mesi scorsi - si fa notare - abbiamo messo in piedi attivi e manifestazioni territoriali che hanno prodotto dei primi risultati con una ritrovata coesione a livello provinciale, su tanti temi però pensiamo si debba finalmente passare al piano operativo soprattutto da parte di Regione e Governo per trasformare quel protocollo d'intesa in un vero e proprio accordo di programma con risorse certe e progetti realizzabili. Senza contare poi le numerose novità che sono sopraggiunte in questi mesi. Solo per citare i fatti più importanti pensiamo all'accorpamento del Porto di Marina di Carrara con quello di La Spezia che rischia di allontanare ulteriormente la nostra Provincia dal resto della Toscana. Ci domandiamo cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro su scelte inadeguate». E ancora: «Da decenni chiediamo che si creino le condizioni per una filiera del marmo che dia sviluppo e ricchezza al territorio, nuova e vera occupazione. Avevamo guardato con grande interesse all'approvazione della legge regionale specialmente sotto l'aspetto dello sviluppo della filiera. Dopo l'esito del ricorso sui beni estimati ci domandiamo come si intende proseguire per procedere nella direzione da noi auspicata di una maggior redistribuzione di ricchezza sul territorio sotto forma di posti di lavoro. Abbiamo appreso favorevolmente dell'impegno sbandierato da Confindustria in merito ad un nuovo “patto” per il rilancio del settore lapideo, che abbia l'ambizione di coniugare investimenti, assunzioni e soprattutto rispetto dell'ambiente e della sicurezza; non ne condividiamo però il senso deterministico che assume quasi toni ricattatori in merito all'adozione della legge regionale, questo non rappresenta certo un buon punto di partenza per avviare un percorso di condivisione che noi auspichiamo. Occorre inoltre verificare bene se le proposte operative relative alla nuova società che si occuperà del recupero di sassi, scaglie, terre e quant'altro, produrranno per davvero occupazione significativa oppure se i numeri che circolano, quelli veri, saranno confermati. In pratica nemmeno quel piatto di lenticchie che persino la Regione Toscana reputa insufficienti e comunque assolutamente non barattabili con concessioni a lunghissimo termine». Insomma, «La crisi continua a mordere e le risposte rischiano di non essere adeguate. Vogliamo porre un argine all'impoverimento materiale e al degrado civile del territorio e per questo chiediamo l'attivazione immediata di un incontro con la Regione Toscana, il Ministero e gli altri enti», concludono.

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