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Faida Poggi, i Ricci “vedono” la libertà

Faida Poggi, i Ricci “vedono” la libertà

Il processo riparte da zero: se la sentenza non arriverà entro il 30 marzo scadranno i termini della custodia cautelare

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MASSA. Non ripartirà proprio da zero, ma quasi. Nel senso che le difese hanno accettato di non risentire alcuni dei testi già passati in aula. Puntando però i piedi sulla riconvocazione di altri. Insomma si riparte ma senza perdere tutto quello che era stato fatto finora. Ricusati i giudici Giovanni Sgambati e Fabrizio Garofalo, il collegio che dovrà giudicare i fratelli Pablo e Mattia Ricci, Thomas Quadrella e Manuel Balloni è cambiato. Il processo è quello della faida dei Poggi. Adesso il presidente è Paolo Puzone (attualmente alla sezione civile), Alessandro Trinci (unico componente rimasto del vecchio collegio) e il got Fulvio Biasotti. A loro il compito di andare a sentenza entro il 30 marzo, termine ultimo della custodia cautelare di tre dei quattro imputati (solo Balloni, difeso dall’avvocato Umberto Zangani è a piede libero). Altrimenti i Ricci e Quadrella torneranno a casa e da lì aspetteranno la fine del procedimento. E proprio per questo Puzone ha calendarizzato una lunga e fitta serie di udienze, da qui al 7 marzo. Si comincia il 21 novembre.

Ma chi è stato deciso di risentire? Il pubblico ministero Alberto Dello Iacono ha fatto soltanto un nome: il tenente dei carabinieri Rosa Sciarrone, l’ufficiale dovrà chiarire altri elementi dell’indagine. Invece le difese di Ricci e Quadrella - gli avvocati Alessandro Maneschi e Carlo Biondi - vogliono risentire alcuni testi che hanno parlato degli incendi alle auto avvenuti ai Poggi e nelle zone limitrofe nei primi mesi del 2015. Per quei roghi sono accusati Mattia e Pablo Ricci, ma siccome durante il primo passaggio davanti ai giudici non sono emersi alcuni elementi verranno sottoposti a ulteriori domande da parte dei legali della difesa. Questo allungherà i tempi oltre il 30 marzo? Difficile perché Puzone ha previsto un numero decisamente cospicuo di udienze. E il collegio è stato composto a hoc per il processo sulla faida. E non avrà altri impegni che potrebbero intralciare il lavoro. La notizia dell’accoglimento della richiesta di ricusazione dei due giudici è arrivata a inizio mese, quando la corte d’appello di Genova ha deciso che né Sgambati né Garofalo potevano continuare a occuparsi del processo perché in precedenza avevano preso decisioni, nella veste di gip, che avevano privato della libertà gli imputati che si trovavano di fronte in questo procedimento.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti tra il gruppo dei (Elisa e Alessio e Andrea Bonuccelli) Mazzi e quello dei Ricci nel 2015 si era scatenata una vera guerra per il controllo del mercato locale della cocaina. Una guerra segnata da attentati a scopo intimidatorio contro le abitazioni e le auto dei “nemici” a colpi di pistola e di fucile ma anche dall’accoltellamento di Alessio Mazzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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