Il Tirreno

Casa della Salute aperta, ma Cup chiuso

di Chiara Sillicani ; di Chiara Sillicani
Casa della Salute aperta, ma Cup chiuso

La denuncia della Cgil: medici al lavoro fino alle 19, ma dalle 17 porte sbarrate all’accettazione. Disagi per l’utenza

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di Chiara Sillicani
MASSA

Il medico sa che lavori fino alle 18 così, per evitarti disagi, l’appuntamento te lo ha fissato per le 18 e 15. Ti fiondi alla Casa della salute in via Bassa Tambura, il dottore ti visita e decide che è meglio che tu faccia un accertamento: devi prenotare un esame. Pensi che non sia un’impresa ardua: il Cup è al piano terra del distretto. Voli due rampe di scale, ma quando arrivi al centro unico prenotazioni, ecco la sorpresa: le porte sono chiuse. Hai voglia di bussare, degli operatori non c’è neanche l’ombra. Alle 17 le serrande del Cup si abbassano, se ne riparla la mattina dopo.

E la cosa proprio non va giù alla Cgil e non soltanto perché - spiegano Valerio Musetti (funzione pubblica) e Antonio Bilotto (delegato Rsu) - a rimetterci è l’utente. In ballo, infatti, ci sono pure i posti di lavoro degli operatori Cup: «Se si riduce l’orario di apertura al pubblico - Bilotto traduce il concetto - si riducono anche le ore lavorate e gli stipendi».

Il delegato della Cgil non ha dubbi: il Cup dovrebbe essere aperto tanto quanto gli ambulatori, non è comprensibile che l’utente venga a fare una visita e non possa pagare o verificare eventuali problemi con la sua prescrizione, se i medici generici ospitati nella Casa della Salute ricevono fino alle 19, fino a quell’ora il centro unico prenotazioni deve essere in grado di fornire servizi. Invece - parola di Musetti e Bilotto - le cose non vanno così: «Da un paio di mesi, in via Bassa Tambura, l’accettazione ha anticipato la chiusura dalle 18 alle 17. È inspiegabile».

Problema ancor più marcato - spiega il delegato della Rsu - da quando, con lo sforzo dei medici, sono state aumentate le ore di attività degli ambulatori di ecografia e radiologia: «Per tagliare le liste di attesa, i medici ospedalieri hanno dato la loro disponibilità per implementare i servizi su via Bassa Tambura: le radiografie e le ecografie, incluse quelle neonatali, si fanno adesso anche il martedì, il mercoledì e il venerdì pomeriggio. Rispetto agli orari precedenti, sono state aggiunte tre mezze giornate di lavoro. Inutile, però, che fino alle 18 si facciano radio ed eco se alle 17 in accettazione non c’è più un’anima. Ho visto utenti bussare alla porta del Cup per chiedere udienza. E purtroppo - l’analisi si fa più ampia - anche Avenza ha perso delle ore. La responsabilità - Bilotto ci tiene a sottolinearlo - non è certo degli operatori che sarebbero ben felici di vedere incrementare il monte ore visto che alcuni, a fine mese, contano su buste paga da 400 euro».

Un invito, quindi, ad umentare i servizi territoriali. Invito che l’Asl non raccoglie e non perchè voglia tirarsi indietro, piuttosto perché i servizi territoriali - motiva la dottoressa Monica Guglielmi, responsabile dei distretti - sono stati potenziati eccome. La prospettiva dell’azienda sanitaria è esattamente opposta a quella della Cgil e se la Gugliemi non entra nel merito degli orari di apertura e chiusura dei Centri unici prenotazioni, ci tiene però, a sottolineare che «di riduzioni davvero non ce ne sono state perché complessivamente i servizi Cup sono stati potenziati con un aumento del monte ore dedicato. A Marina di Carrara - la responsabile fa un punto provinciale - il servizio, diversamente da quanto ventilato, non è stato ridimensionato e a Montignoso è stato potenziato con l’apertura del Cup anche il pomeriggio».

Caso a parte via Bassa Tambura: lì, dopo non poca fatica, l’Asl è riuscita a mantenere in vita il polo radiologico. E «mantenuta la radiologia - chiarisce Monica Guglielmi - abbiamo anche ripristinato 36 ore di accettazione di cui, in vista del trasloco dell’attività radiologica, era stata prevista la cancellazione».

Insomma, a sentirsi accusato di depotenziare i servizi l’Asl non ci sta, ma un impegno se lo prende: «Se si tratta di meglio distribuire le ore e ridefinire aperture e chiusure, siamo pronti a fare un punto». Parola di Monica Guglielmi.

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