Sicurezza
Carabinieri in Comune, il giallo del dehor
Nel mirino degli inquirenti la variante al regolamento edilizio e la mancata demolizione dopo gli accertamenti del 2012
MONTIGNOSO.
Il gazebo di fronte al “Vintage Caffè”, in piazza De Andrè a Cinquale, non c’è più. I titolari del locale l’hanno rimosso quasi un mese fa. Eppure proprio su quel gazebo che non c’è, vogliono vederci chiaro i carabinieri. E con quell’intenzione hanno convocato, la scorsa settimana, l’ex sindaco Narciso Buffoni, tutta la sua giunta e l’ex consiglio comunale. Maggioranza e opposizione. E a tutti è stato chiesto di far luce sul procedimento che ha riguardato la struttura allestita in piazza De Andrè e sulla delibera con cui lo scorso 10 marzo il consiglio comunale montignosino ha detto sì alla variante agli articoli 50 e 67 del regolamento edilizio comunale. Variante che si è tradotta - per semplificare - nella disciplina dei dehors. Gli inquirenti, in particolare, hanno focalizzato l’attenzione su una presunta difformità tra il contenuto dello stesso regolamento edilizio che prevede per i manufatti installati per più di 6 mesi una concessione edilizia e l’atto che disciplina i dehors il quale quella concessione non la contempla.
A tutti gli ex consiglieri comunali sarebbe, quindi, stato chiesto di spiegare come, e dopo quali valutazioni, hanno votato durante la seduta del 10 marzo per il via libera alla variante. Non solo, i carabinieri hanno puntato gli occhi anche sul procedimento amministrativo, iniziato fin dal dicembre del 2012, a carico del “Vintage Caffè” per una presunta violazione edilizia. A sollevare la questione è, ormai 4 anni fa, la polizia municipale che con lettere del 28 dicembre 2012 e documentazione fotografica allegata, chiede delucidazioni agli uffici comunali per capire se un’autorizzazione ad allestire il gazebo esista. È il 15 gennaio del 2013 quando Villa Schiff informa che è stato avviato un procedimento per presunta violazione edilizia. Il 22 marzo, con nota del responsabile del servizio, il “Vintage Caffè” viene diffidato a ripristinare i luoghi (leggi: togliere il gazebo) entro 30 giorni perché le opere «sono state realizzate in assenza di titolo edilizio». La struttura però rimane in piedi e il 21 maggio arriva l’ingiunzione del Comune: il permesso di costruire non c’è e i luoghi vanno ripristinati entro 90 giorni. Altrimenti - si legge nell’atto - provvederà alla rimozione il Comune salvo addebitare le spese ai titolari del locale. Ma nulla succede. Intanto, nell’aprile del 2013, la polizia municipale aveva deciso di trasmettere una informativa alla Procura.
Il gazebo rimane al suo posto fino a qualche settimana fa quando i titolari lo rimuovono. Ed è sulla tardata rimozione che adesso i carabinieri stanno tentando di far luce. Per capire anche l’eventuale peso, sulla vicenda, del regolamento dei dehor approvato a marzo. Questione tecnica, quindi, su cui, però, sono stati ascoltati anche tutti gli organi politici dell’ex amministrazione montignosina.(c.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
