Il Tirreno

Avvocatessa di 38 anni scompare da casa, continuano le ricerche. Spunta una lettera alla madre

di Alessandra Vivoli
Avvocatessa di 38 anni scompare da casa, continuano le ricerche. Spunta una lettera alla madre

Ancora nessuna notizia di Eleonora Vita. Domenica pomeriggio è uscita di casa per andare a messa e non è più rientrata. Una lettera alla madre: "Sono delusa dalla giustizia"

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CARRARA. Ha indossato il cappottino nero, i jeans scuri e i biker. È uscita di casa e, a bordo della sua Panda nera, ha salutato mamma Morena dicendo che sarebbe andata alla messa. Dal pomeriggio di domenica però Eleonora Vita, avvocato di 38 anni dai lunghi capelli scuri e il fisico da modella, a casa non è tornata più.

La madre, dopo una notte insonne, dopo aver chiamato tutte le amiche e gli amici della figlia, ha denunciato la scomparsa ai carabinieri. E poi ha subito lanciato un appello alla trasmissione Chi L’ha visto di Rai 3 (la striscia quotidiana) dove farà di nuovo sentire la sua voce e la sua angoscia anche martedì 9 in prima serata.

A far allarmare mamma Morena è stata la lettera, un messaggio scritto a penna, che la figlia ha indirizzato proprio a lei. Una lettera denuncia in cui Elonora motiva il suo gesto, il suo allontanamento, mettendo nero su bianco l’esasperazione per una vicenda giudiziaria che la vede coinvolta (come parte lesa, non come professionista) e che si protrae da dieci anni. Sullo sfondo un testamento conteso: un patrimonio di novecentomila euro in contanti e due case in Versilia. Nel mezzo una marea di carte bollate e due cause, una penale (ormai prescritta) e una civile che dopo la sentenza dell’agosto scorso è stata appellata proprio da Eleonora.

La lettera di denuncia. Una missiva di una pagina, vergata a mano. Eleonora Vita prima di allontanarsi da casa ha spiegato le sue ragioni in una lettera che la madre Morena ha consegnato ai carabinieri.

«Cara mamma mai avrei voluto arrecarti dispiacere. Dopo la sentenza di agosto ritengo che il mestiere di avvocato, per cui ho molto studiato in questi anni, sia inutile... sono sfiduciata, mi sento umiliata. Non credo più alla giustizia e alla magistratura, troppi soprusi».

«Non voglio assistere a altri soprusi, mi sono resa conto che presso il tribunale di Lucca sono stati ignorati i documenti». «.... Scusa mamma ma non ce la faccio più. Ti voglio bene Eleonora».

La madre: dieci anni di tribunali. Quella lettera non è una cosa nuova e inaspettata per mamma Morena. È tanto preoccupata per la figlia. Da domenica sera non ha chiuso occhio, perché quello che ha scritto Eleonora è uno stato d’animo che le due donne condividono ormai da dieci anni. «Eleonora ha messo per iscritto la sua esasperazione - spiega la mamma - Mia figlia è una ragazza in gamba, non soffre di depressione, ha tante amiche, ha cura del suo corpo e ama la professione che ha scelto fin da ragazzina. Capisco però quello che sta provano, sono dieci anni che va avanti questa storia, lei, da avvocato, prova ancora più rabbia di me».

Il testamento conteso. Il testamento conteso è quello della prozia Bernardina Fornaciari, scomparsa in Versilia nel 2005, a 95 anni. «Finché era in vita mio marito era lui a badare a lei - spiega Morena - E lei adorava Eleonora, era stata la sua madrina al battesimo. Mio marito nel 2003 si è ammalato ed è morto. È toccato al fratello, zio di Eleonora accudire alla donna». E a questo punto, racconta Morena, sono spuntati i testamenti: «In uno il patrimonio veniva diviso in tre, due terzi al nipote e uno a Eleonora, poi ne è stato depositato un altro, dove veniva nominato erede universale mio cognato». Quel testamento è finito al centro di due procedimenti e di perizie calligrafiche per le quali Eleonora si è rivolta allo studio milanese di Evi Crotti che nel 1978, durante il sequestro Moro, si è occupata, su incarico dell'allora ministro degli interni Francesco Cossiga, dell'analisi degli scritti dello statista. Il processo penale è caduto in prescrizione. Quello civile è stato appellato, dopo la sentenza di agosto in tribunale a Lucca. Quella che ha stabilito che il fatto non era accertato. E condannato Eleonora a pagare le spese legali e quelle del ctu del tribunale.

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