Il dolore
Alluvione, la conciliazione fa flop
Le 75 richieste per il risarcimento dei danni adesso saranno affrontate attraverso la strada delle carte bollate
CARRARA. Niente risarcimento danni in via conciliativa, ovvero tramite procedura di mediazione, per le famiglie colpite dall'alluvione del 5 novembre di due anni fa.
Così, adesso, l'unica strada percorribile rimasta per il risarcimento è quella della causa in sede civile davanti al Tribunale delle Acque di Torino.
A confermarlo è l'avvocato Ferdinando Genovesi, che assiste queste famiglie, messe in ginocchio dall’esondazione del Carrione, dopo la seduta di ieri mattina alla Camera di Commercio per il tentativo di mediazione.
«La mediazione – commenta l'avvocato Genovesi – in questo caso non era obbligatoria, ma abbiamo intrapreso questa strada perché speravamo in questo accordo, ma a causa dell'assenza della Regione e della Provincia il tentativo di mediazione è fallito. Adesso non resta che la causa, di competenza del Tribunale delle Acque di Torino».
Sono 75 circa le richieste danni, ma a queste vanno aggiunte delle altre, puntualizza lo stesso avvocato, che prova poi a stimare, all'incirca, quanti sono i soldi in ballo.
«Si parla - osserva Genovesi - di circa 2 milioni, oltre al danno morale, per circa 80 unità». E sì, perché magari, tra queste famiglie c'è chi ha perso “solo” l'auto, chi appena sente un'allerta meteo non dorme la notte perché rivive quei drammatici momenti del 5 novembre 2014 in cui molte famiglie hanno perso mobili, oggetti più o meno preziosi, intere stanze e magari tanti ricordi della vita familiare.
«Abbiamo convocato – spiega l'iter seguito l'avvocato – per la mediazione i tre enti che ritenevamo responsabili, cioè Comune di Carrara, Provincia di Massa-Carrara e Regione Toscana, ma questi ultimi due non si sono presentati. E così il tentativo di mediazione è fallito». «Stiamo parlando – precisa – di risarcimento danni, al di là quindi dei vari contributi. Noi poi ci siamo occupati solo della questione dell'argine crollato».
In sintesi, dunque, si è cercata la via conciliatoria, quella della mediazione, anche se non obbligatoria per questo caso. E così ecco convocati i tre enti, ma la mancata presenza di due dei tre, ovvero Regione e Provincia (il Comune era rappresentato dall’avvocato Sonia Fantoni e dal segretario generale Pietro Leoncini), ha fatto sì che questo tentativo andasse fallito lasciando come unica opzione rimasta quella della causa per il risarcimento danni, da non confondere con la questione dei contributi. Causa, quindi, che dovrebbe partire entro fine anno, come lo stesso Genovesi dice. «Entro fine anno si dovrebbe partire con la causa fornendo quindi il materiale probatorio. Stiamo parlando di risarcimento danni, perciò si va dall'auto, ai mobili, ai suppellettili, a chi ha perso l'intera cucina, fino ai danni morali».
La mediazione dunque non ha funzionato, i cittadini adesso, per il risarcimento danni, dovranno passare alla causa che partirà, probabilmente, entro la fine dell' ann0. Dopodiché la parola passerà al Tribunale delle Acque di Torino.
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