«Il Comune salvi la Stazione i progetti ora prendano vita»
Appello di Confesercenti: zona dimenticata, negozianti e cittadini allo stremo L’associazione chiede capolinea, rotatorie e parcheggi scambiatori per il centro
MASSA. Confesercenti va subito al sodo perché se è vero che intensificare i controlli alla Stazione può garantire una boccata d’ossigeno a chi lì vive e lavora, è altrettanto vero che gli interventi spot - per parafrasare l’associazione - non sono la risposta. Serve continuità, servono controlli capillari e progetti che consentano alla zona di non sentirsi, e di non essere, di serie B: «Ben venga la task force e la sinergia tra le varie forze dell’ordine per porre un limite al degrado e alla illegalità alla stazione - esordisce l’associazione - La situazione è clamorosa poiché non parliamo di degrado e criminalità nel cuore della notte, ma in pieno giorno».
Paolo Arpagaus, presidente della Confesercenti provinciale, lancia l’appello: «Con le condizioni di degrado e di insicurezza devono fare i conti ogni giorno cittadini e commercianti che più volte hanno denunciato questa situazione ed hanno promosso varie iniziative quali raccolte di firme e petizioni, ma purtroppo senza alcun risultato fino ad ora». E la conseguenza è che chi scenda dal treno a Massa non ha la migliore delle impressioni: «L’area della stazione ferroviaria è il biglietto da visita della città - aggiunge Paolo Arpagaus - è ciò che vedono e percepiscono tutti coloro che arrivano o partono da Massa».
Ecco quindi che l’associazione chiede che si concretizzino i progetti che per la stazione già ci sono: «È auspicabile che finalmente si avvii il progetto di realizzazione del capolinea degli autobus, dei parcheggi scambiatori e della nuova viabilità con la costruzione della rotatoria tra viale Stazione e viale Carducci che contribuirebbero sicuramente a riqualificare l’intera zona e al tempo stesso servirebbero da deterrente per presenze inopportune». Qualità urbana, insomma.
«Crediamo - conclude Arpagaus - che ora sia giunto il momento di cambiare rotta. Apprezzabile la task force delle forze dell’ordine, ma non deve essere un “esperimento limitato nel tempo”. Già in passato c’era stato un giro di vite e controlli serrati che avevano messo un po’ di ordine, ma appena terminati tutto è ritornato come prima. Il problema della stazione è la presenza della delinquenza e della criminalità. Questa si combatte con un presidio capillare, magari con il supporto di un’attività di videosorveglianza, e non con blitz occasionali. Le imprese e i residenti sono allo stremo, sembra di vivere in una zona dimenticata e senza regole».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
