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Ravaneti, marmettola e canali: osservati speciali

Ravaneti, marmettola e canali: osservati speciali

Sopralluogo alla Piastra dei Cinque Stelle: l’acqua viaggia come in autostrada La senatrice Laura Bottici: ma adesso bisogna cambiare il modo di ragionare

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CARRARA. Il maltempo non ha fermato i grillini. E il sopralluogo a monte del Carrione ieri, giorno del secondo anniversario dell’alluvione, lo hanno fatto comunque, anche se con una fermata “obbligata” alla Piastra. Il forte vento ha sconsigliato infatti di andare oltre.

Il tour lungo il Carrione, anche se sotto la pioggia, ha dato i suoi frutti. Merito anche di un legnetto, e di un cronometro. «Abbiamo misurato la velocità dell’acqua, quella che scorre nel canale “naturale” ricavato con le ruspe in mezzo ai detriti, e quella che passa nel canale di cemento armato costruito dal Comune - spiega il consigliere comunale del M5S Francesco De Pasquale - Ebbene in questo secondo caso raggiunge una velocità da autostrada, proprio quella che anche secondo gli studi del professor Seminara è pericolosa in caso di piena. Per questo i canali in cemento armato per noi devono essere eliminati».

Altre criticità sono state evidenziate per quel che riguarda i ravaneti: «Abbiamo osservato piccoli smottamenti in quelli fatti di terra, cosa che non avviene quando sono composti di sassi». Osservate speciale le acque: «Dove - afferma De Pasquale - si registra una forte presenza di terra e marmettola, senza contare che le acque di scorrimento delle cave deflusicono nella strada comunale, con tutto ciò che questo comporta». E c’è anche un altro particolare che i grillini hanno notato e non digerito durante il sopralluogo: «In alcune strade di cava abbiamo visto i cartelli con scritto “proprietà privata”. Questo per noi è inaccettabile. Anzi non lo accetteremo proprio mai perché le cave sono della collettività».

Dalle cave al mare, nella sede dell’Autorità Portuale. La riflessione del Movimento Cinque Stelle sul Carrione, a due anni dall’alluvione, è terminata con una conferenza a cui ha partecipato, fra gli altri, la senatrice Laura Bottici.

«L’alluvione di due anni fa non è stata la prima e mi auguro sia l’ultima - ha dichiarato la Bottici - Credo che sul nostro territorio ci sia da fare un grande lavoro e che si debba ricreare una cultura sul rischio e su come evitarlo. In sostanza dobbiamo cambiare il modo di ragionare e cominciare a tutelare, davvero, il territorio dalle Apuane fino al mare».

La senatrice Bottici ha insistito anche sulla fase progettuale e, soprattutto, sul modo in cui deve essere affrontata.

«Servono dei progetti funzionali, dal monte al mare, e questi progetti devono essere realizzabili. Insomma quello che si comincia si deve portare a termine cosa che su questo territorio non è così scontata- ha continuato la senatrice grillina - Ad oggi gli interventi previsti dal progetto del professor Seminara si concentrano, ad esempio, lungo l’argine del Carrione. Ma non vanno mai a toccare il monte. Credo che un progetto di messa in sicurezza debba invece essere globale e organico: per ridurre i fattori di rischio bisogna avere una visione completa. Solo allora sarà possibile mettere a punto una progettualità concreta, con i tempi di realizzo».

Interventi mirati, un progetto complessivo e alcune osservate speciali: le cave .©RIPRODUZIONE RISERVATA

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