Il Tirreno

Parco dell’Appennino, appello dopo il sisma

Parco dell’Appennino, appello dopo il sisma

Il presidente Giovanelli: «Pensiamo fin da ora a politiche di sostegno per non abbandonare le aree»

3 MINUTI DI LETTURA





FIVIZZANO. «È consistente anche qui nell'Appennino tosco-emiliano il rischio terremoto. Siamo vicini al Parco Nazionale dei Monti Sibillini in questo momento. Ci sentiamo proprio lì, sulla frattura che spezza il Monte Bove e nella sede del Parco, dichiarata inagibile. Siamo lì, nei paesi con le persone che rimangono e resistono di notte nelle auto, nelle tende, vicino alle loro stalle o ai piccoli negozi, mentre i più hanno potuto/dovuto andarsene al mare, in albergo,con tristezza»: è con queste accorate parole che Fausto Giovanelli, presidente dell’Ente Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano, prende spunto dal terribile sisma dell’Italia centrale per lanciare un appello: «Prendersi cura dell'Appennino oggi - aggiunge - è fare i conti con il rischio sismico e con le sue implicazioni attuali e quelle sul futuro. Farli davvero, farli in modo nuovo» . E aggiunge: «E' lunga la storia dei terremoti in Appennino. Ricordiamo l'Irpinia e il Belice, ma anche il Friuli, Assisi e l'Emilia. Ricordiamo Fivizzano, Sassalbo e la Garfagnana con i loro morti del 1920, e le scosse e i danni di pochi mesi fa. Il rischio "scomparsa"/abbandono di zone d'Appennino citate nei giornali e nei telegiornali solo in occasione delle calamità è oggi molto serio. Ora, nel dramma in corso, è importante comprendere subito, oggi e non domani, che non basterà ricostruire case e paesi come erano prima. Il governo - sottolinea - ha un ruolo fondamentale, non tanto nel "trovare soldi" - che come ha già assicurato "ci sono" - ma nell'impegnare a 360° tutti i livelli della politica e delle istituzioni verso progetti non assistenziali, ma creativi e di supporto alle imprese, ai giovani, alle cooperative di comunità, ai comuni. Servono detrazioni fiscali mirate e credito erogato a chi ne ha bisogno- con discernimento ma senza lesinare-e a chi si assume iniziative e responsabilità. Le prime operazioni di costruzione e ricostruzione edilizia possono supportare la tenuta del tessuto esistente. Contemporaneamente se si vuole evitare il rischio di edificare oggi paesi vuoti già domani, si devono potenziare operazioni di sostegno all'agricoltura di montagna e ai nuovi turismi della natura,alla costruzione e ricostruzione di un capitale umano, attrezzato e motivato ad affrontare, anche nelle aree rurali, la sfida del tempo di oggi. Le politiche per le Aree Interne vanno potenziate, selezionate e, ove di successo, moltiplicate per 10, controllando la sostanza dei risultati e liberalizzandone le procedure, affidandosi (e prendendone il rischio) alla responsabilità e capacità delle persone, piuttosto che alle forme di altri 100 regolamenti. Se riuscirà un'operazione di questo genere non sarà un costo; sarà una risposta seria all'abbandono dell'Appennino e la riscoperta di una risorsa ora sotto utilizzata,di un patrimonio grande,di valore e cosparso di gioielli,come è in effetti, in tanta parte, l'antico insediamento rurale italiano», conclude..

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web