Il Tirreno

In via Ilice il rumore dell’acqua fa paura

In via Ilice il rumore dell’acqua fa paura

Lo sfogo di mamma Franchina: ho una bambina di cinque anni, non ce la faccio a rimanere in casa

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CARRARA. Il rumore del Carrione fa paura. E in via Ilice quella di ieri è stata una giornata lunga, e difficile, molto difficile. Il fiume ha cominciato a gonfiarsi. In tanti hanno scelto in via precauzionale di mettersi al riparo, di passare la notte, la notte del secondo anniversario dell’alluvione, lontano falle proprie abitazioni. Quelle case, quelle famiglie, quei cortili accanto alla ferrovia sono finite sott'acqua già tre volte, nel 2003, nel 2012 e nell'ultima alluvione, il 5 novembre di due anni fa. Da allora il fiume, che una volta era una sorta di compagno, di vicino di casa, è diventato un sorvegliato speciale. E ogni volta che scatta l’allerta in quelle casette accanto alla ferrovia, sotto la via Aurelia, nessuno sta più tranquillo.

Ieri, secondo anniversario dell’alluvione, di acqua ne è venuta giù davvero tanta e insieme al livello del Carrione è cresciuto il terrore. E, come due anni fa, ci sono state valige da fare, e notti da passare lontano dalla propria casa, dal proprio letto.

«Il fiume fa un rumore da paura - diceva nel pomeriggio di ieri Franchina Giorgi, da via Ilice - C'erano dei ragazzi della protezione civile a controllare mi sono avvicinata e loro mi hanno detto che probabilmente questa notte non sarà delle più facili».

«Io abito da sola con una bambina di cinque anni - ha continuato nel suo sfogo Franchina - ho pensato bene di prepare poche cose e di andare da mia mamma che abita a Fossone. Ma anche i miei genitori non vivono sereni. e per di più hanno gravi problemi di salute. Chissà quante altre persone come me sono in situazioni simili».

Franchina è una delle donne coraggio di via Ilice. Una di quelle che proprio pochi mesi fa non ha esitato a mettersi sull’argine del Carrione, insieme a tante vicine di casa, e segnalare le criticità del fiume.

«È veramente dura - dice ora Franchina - non si può più vivere così. La mia piccola è sballottata ogni volta perché ormai quando piove danno sempre un 'allerta. Allora mi domando perché non chiedere la privatizzazione? Almeno per tenere alveo e argini puliti. Ma è così difficile ? E oltretutto paghiamo anche una bella tassa. E allora ? Si sta parlando di vite umane, di case, di famiglie intere sconvolte non appena la pioggia si fa più intensa».

(a.v.)

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