Il dolore
Il centro storico vuole tornare a vivere
Appello dei negozianti di Villafranca: «Non vogliamo soldi, ma vogliamo soltanto delle idee per rilanciarci»
VILLAFRANCA. Il centro storico di Villafranca è sempre stato uno dei cuori pulsanti del tessuto economico del comune. All'interno di quest'area, fino a non molti anni fa, trovavano la loro sedi esercizi commerciali che hanno segnato un pezzo d'epoca della Villafranca post bellica, diventando al contempo anche un punto di riferimento per i cittadini che si ritrovavano nel loro centro per i motivi più disparati. La frequentazione del centro storico era alimentato dalle attività che si affacciavano sulle due piazze, diventando una scena della vita quotidiana, dove oltre ad acquistare si sviluppavano interazioni sociali. L'impianto commerciale ha, nel tempo, perso alcune delle anime che lo componevano, dalla centralissima farmacia Binotti passando per gli alimentari di Martinelli, per giungere sino all'amatissima pasticceria Batelli. La stilettata finale è stata data dalla crisi del 2008 che ha frenato i consumi, acuendo questa spirale negativa. La richiesta che arriva da tutti i commercianti che abbiamo interpellato è che si punti, attraverso manifestazioni a rilanciare questa zona una volta centrale, non consegnandola all'abbandono, mettendo mano alla viabilità interna in modo che si possano fermare più avventori.
«Non vogliamo soldi vogliamo idee - afferma Franca Ghelfi titolare dell'omonima profumeria, attiva da 35 anni - per poter rilanciare questa parte di Villafranca. La crisi ha colpito tutti in generale, ma da 7-8 anni ci sentiamo abbandonati. C'è un senso di sconforto. Sarebbe opportuno che l'amministrazione si confrontasse con i commercianti per creare eventi che possano mettere al centro il rilancio del borgo di Villafranca, occorre mentalità di progettare il futuro. Occorrerebbero anche interventi sull'illuminazione pubblica in modo da essere più visibili ed attrattivi. Io non ho più l'entusiasmo di un tempo, ho ricevuto alcune offerte per rilevare il negozio, se la situazione perdurasse non avrei altra scelta che vendere».
Andrea Pagani, proprietario della tabaccheria vede una situazione che può migliorare a fronte di interventi che possano donare nuovamente al centro storico quella capacità di attrarre investimenti e persone. «Da anni ormai la gente non considera questa zona per i suoi acquisti, seguendo anche i negozi che hanno cambiato sede a Villafranca. Non c'è più quel via vai che si registrava anni fa. Occorrerebbe re-istituire il doppio senso di marcia per entrare nel borgo, magari togliendo una linea di parcheggi e facendo rispettare il disco orario, cosa che nessuno fa. Le riunioni con l'amministrazione sarebbero un momento di dialogo importante per comprendere come poter rivitalizzare questa zona, con feste ad hoc che possano consentire di rendere nuovamente viva questa zona, ma anche per cercare di attrarre nuovi investimenti che possano sostituire gli esercizi commerciali che sono stati dislocati altrove».
Federico Capetta continua a portare avanti l'attività di famiglia, un'oreficeria con più di cinquant'anni di attività, ma la situazione non è rosea «Bisogna cercare di sopravvivere con la buona volontà. Noto che non c'è più quella concezione di intendere il borgo di Villafranca come momento di incontro, per fare una passeggiata. Una drastica riduzione rispetto a vent'anni fa, che si è acuita ancora di più da 8 anni a questa parte. La zona sta vivendo una fase calante, bisogna che si cerchi chi la volontà di investire, di rimettere in funzione alcuni fondi rimasti vuoti».
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