Il Tirreno

I commercianti: cambiate questa Ztl

di Chiara Sillicani
I commercianti: cambiate questa Ztl

Per ora niente riapertura mattutina, ma al vaglio c’è l’estensione della sosta a tempo in via Alberica e via Cavour

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MASSA. Il nome è lo stesso per tutti, ma il concetto che ciascuno disegna dietro quel nome invece cambia. Così c’è chi la Zona a traffico limitato la vuole esattamente com’è: addio ai motori e chiusura al traffico h 24. Qualcuno invece sogna di tornare ai vecchi tempi e di vedere le auto proprio di fronte alla vetrina. Poi ci sono quelli - e sono la maggioranza - che sposano il motto “in media stat virtus” e immaginano una Ztl part time, dalle 13 fino alle 7 della mattina dopo. Del resto la richiesta di un’apertura mattutina è stata formalizzata al Comune, con tanto di raccolta firme. Ma di aperture non se ne vedono, ci sono invece gli incontri con i commercianti e c’è il tentativo di mettere a punto alcuni correttivi, primo fra tutti un’estensione della sosta di cortesia lungo via Alberica e via Cavour dove adesso gli stalli a tempo sono complessivamente meno di una ventina.

Roberto Pierotti ha aperto il suo negozio di cosmesi in via Dante proprio con l’entrata in vigore della Ztl e oggi non ha dubbi: chiudere al traffico significa infliggere un colpo mortale al commercio. Certo la crisi morde, certo i massesi non sono grandi camminatori e dopo 100 metri già hanno il fiatone perché il negozio lo sognano sotto casa, ma «la zona a traffico limitato ha determinato un calo importante nelle vendite, complice anche una cattiva informazione sul suo funzionamento». Gli fa eco Marco Marchetti, titolare della storia merceria: lui alla chiusura ha sempre detto no. Ma la Ztl è arrivata: «E - il commerciante tira le somme - ha confermato tutte le mie paure. Le auto, tra corrieri, autorizzati e residenti, passano comunque, non transitano, però, quelle dei clienti». Marchetti è certo che, almeno il mattino, le marmitte debbano tornare a sbuffare in centro storico.

Angela, del negozio Acquafredda, sempre lungo via Dante, la realtà la legge con altre lenti e teme che una riapertura non darebbe nuova linfa al commercio: il nocciolo della questione - spiega - è un altro. «È la volontà e la capacità di creare una città che attragga e richiami genti. Piazza Aranci - esemplifica - va riempita. Sempre, con appuntamenti fissi, mercati dell’antiquariato, mostre, esposizioni». È rivitalizzando la città che il commercio può tornare a camminare a testa alta. A Monica Montanelli, titolare del Nido della cicogna in via Cairoli la zona a traffico limitato H 24 piace eccome. Certo il suo primo obbiettivo è la solidarietà, così non si tira indietro di fronte all’eventualità di una riapertura mattutina: «Se i colleghi la chiedono, se soffrono e pensano che una Ztl solo pomeridiana aiuti, allora ben venga. Io credo che l’importante sia l’elasticità, soprattutto a tutela delle attività che hanno bisogno di spostamenti frequenti o trattano materiale pesante, mi fa male vedere il collega della tappezzeria di fronte al mio negozio caricarsi in spalla le poltrone». Elasticità appunto.

E l’amministrazione ci sta provando. Un no secco alla riapertura non lo ha ancora detto, ma il silenzio e i tempi stretti - la decisione va presa entro l’inizio dell’anno e prima del contestuale rinnovo degli abbonamenti - fanno pensare che le soluzioni al vaglio siano altre. Tutte attuabili senza la lunga procedura burocratica, con tanto di passaggio in giunta, che richiederebbe una modifica del disciplinare. Un’ipotesi potrebbe essere quella di consentire la sosta a tempo lungo tutte strade della Ztl in cui le macchine possono posteggiare. Vale a dire: via Cavour e via Alberica. Se tutti parcheggiano però - altro lato della medaglia - diminuiscono i posti per i residenti. Il Comune dovrebbe quindi pensare a ritoccare, al ribasso, il costo del loro abbonamento per la sosta della prima auto.

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