Sicurezza
Banda, labari e divise per celebrare l’Unità nazionale
In piazza Medicea le commemorazioni del 4 Novembre E i ragazzi delle scuole recitano le poesie dal fronte
FIVIZZANO. La banda, i militari in alta uniforme, le fasce tricolori, i labari dei municipi: non è mancato nulla nella cerimonia per le celebrazioni del giorno dell'Unità nazionale e della giornata delle Forze Armate che si è tenuta ieri in piazza Medicea a Fivizzano.
Nel rispetto della consueta alternanza tra i comuni della provincia nell'ospitare l'evento, consentendo, in tal modo, di coinvolgere maggiormente il territorio e la popolazione residente, l’evento si è svolto nel segno della tradizione. Con la partecipazione delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d'arma e con una significativa partecipazione di pubblico.
Lo scorso anno, la festa del 4 Novembre si tenne a Carrara in piazza Gramsci e fu segnata dalla clamorosa performance di Soledad Nicolazzi che quando la banda intonò una marcia, la interruppe intonando “Gorizia, tu sei maledetta”, celebre canzone pacifista della tradizione anarchica. A Fivizzano, nessuna contestazione. Dopo l’alzabandiera e la deposizione della corona ai caduti, è stata data lettura del tradizionale Bollettino della vittoria del Generale Armando Diaz, del messaggio augurale del presidente della Repubblica e di quello del Ministro della Difesa. La cerimonia, allietata dalla presenza della Banda Musicale del Comune di Carrara "Giuseppe Verdi", «ha costituito, come da tradizione – si legge in una nota della prefettura – l'occasione per rinsaldare il legame storico, istituzionale, sociale e culturale fra le donne ed uomini in divisa e il complesso di valori che sono custoditi nel concetto di unità nazionale».
Gli alunni dell'Istituto Comprensivo Moratti di Fivizzano, che hanno partecipato alla celebrazione, hanno dato il loro contributo con la lettura di celebri poesie dal fronte, ricordando ai presenti l'importanza ed il valore della pace.
Il viceprefetto Giuseppe Larosa ha reso omaggio alle Forze Armate, rivolgendo «un pensiero a quanti hanno combattuto e sono caduti o hanno riportato ferite per definire i confini della nostra patria, per affermare e difendere, con spirito di fedeltà alle istituzioni, il nostro ordinamento democratico e per portare ed affermare, in terre lontane, i principi di libertà e giusta e umana convivenza». E ha auspicato che «si consolidi l'impegno a promuovere la pace, la giustizia, la solidarietà, in modo che l'unità nazionale divenga una categoria culturale che conformi il nostro modo di essere e indichi l'orizzonte verso cui indirizzare la nostra vita».
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