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Via del Bravo contro lo Swamp: «Qui non si vive più»

Via del Bravo contro lo Swamp: «Qui non si vive più»

Nazzano, raccolta di firma contro il locale, ma i gestori: «Garantito il servizio d’ordine, pronti a incontrare i cittadini»

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CARRARA. Nuovo capitolo nella querelle a distanza tra i residenti di via del Bravo e i gestori dello Swamp. Dopo l’appello lanciato a metà ottobre a istituzioni e forze dell’ordine con una lettera aperta, gli abitanti della zona hanno unito le forze e lanciato una raccolta firme per segnalare il disagio legato alla presenza del locale. Ne è nata una petizione firmata da una sessantina di persone che, con l’aiuto del consigliere comunale Luca Barattini (Pd) è stata protocollata in municipio, all’attenzione del sindaco di Carrara e anche in Questura, Prefettura e presso il comando dei Vigili del Fuoco.
Nonostante l’apertura al dialogo manifestata dai gestori dello Swamp dopo la prima segnalazione di quindici giorni fa, evidentemente i problemi sono rimasti. Lo raccontano gli stessi abitanti della zona nella nota allegata alla raccolta firme, dove si parla apertamente di una «situazione insostenibile». Il primo problema, scrivono i residenti, è che lo Swamp «non è dotato di parcheggio proprio, pertanto i numerosi frequentatori (sono stati realizzati eventi seguiti anche da mille persone) si trovano costretti a cercare parcheggio anche in zone alquanto distanti e a percorrere a piedi la strada nell’arco della nottata agli orari più svariati. In tarda serata e durante la notte fino al mattino, nel week end, la quiete degli abitanti e il riposo notturno di grandi e piccini sono disturbati dall’affluenza di un gran numero di persone che parcheggiando lungo la strada sotto le case di via Del Bravo e delle strade adiacenti - si aggiunge - non portano alcun rispetto, urlando, cantando e gridando improperi nonché suonando il clacson a tutte le ore della notte». I cittadini riferiscono anche «di vandalismo con piccoli furti e danneggiamenti alla proprietà, fatti non tanto per il valore delle cose quanto a mo’ di sberleffo: sputi, urina e vomito sui muri delle case e sui portoni, feci umani davanti ai cancelli e talvolta all’interno delle proprietà nonché prese in giro urlando i direzione delle abitazioni protette dalle paratie anti-alluvione installate in occasione dell’allerta di venerdì qualche settimana fa».
I firmatari della petizione ammettono che «alcuni cittadini si sentono intimoriti ed esitano a interpellare le forze dell’ordine, temendo ritorsioni» e per questo chiedono alle autorità competenti «la risoluzione di questa insostenibile situazione e il ripristino della decenza, nonché il rispetto delle più basilari regole di convivenza di una società civile».
I rappresentanti del circolo Acsi Swamp Club, interpellati sulla vicenda, si sono limitati a ribadire quanto già dichiarato in occasione della prima segnalazione: «La sede di Via del Bravo, 1 è stata scelta sopratutto per la sua locazione, in zona industriale, ad una distanza minima dalle prime abitazioni di almeno 300 metri».
I gestori del locale ribadiscono di garantire, ogni sera, «un importante servizio di sicurezza e pulizia interno ed esterno alla struttura atto a preservare il decoro del quartiere da qualsiasi azione di soggetti che possano disturbare la quiete pubblica e minare il lindore della zona, dalle 22 alle 6 della mattina» e confermano la propria disponibilità «al confronto e alla collaborazione, sia con le attività limitrofe che con il vicinato per migliorare ancora di più la salvaguardia del quartiere ed il servizio offerto».<QM>(c.ch.)

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