Il Tirreno

«Ma quando piove la notte non si dorme»

«Ma quando piove la notte non si dorme»

Le tre sorelle Carassali, simbolo di via Firenze: siamo sempre rimaste a casa, ma quanta paura

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CARRARA. Quelle tre ragazze piene di energie Anna Maria, Franca e Giuseppina Carassali erano diventate un simbolo di Marina vecchia, nei giorni dell’alluvione del 2014. Un simbolo della “resistenza”, di chi non ha voluto saperne di abbandonare le proprie abitazioni nei momenti drammatici del post alluvione e dei successivi allerta. Nei momenti dell’evacuazione e di una Marina in “zona rossa” quasi totalmente deserta.

Tre ragazze speciali di 84, 81 e 76 anni, che si erano affacciate dalla loro casa in via Firenze, dicendo a gran voce che da lì non se ne sarebbero mai andate. Nemmeno nei giorni più critici, quelli delle nuove allerte, quelli della paura per nuove bombe d’acqua e dello sgombero forzato.

Loro la loro ragione l’avevano detta subito, senza giri di parole, nel modo schietto che le contraddistingue.

«Siamo tre sorelle, tutte vecchie - avevano detto dopo il 5 novembre di due anni fa - qui c'è la nostra vita. Abbiamo già pulito tutto una volta, siamo pronte a rifarlo. Ma non chiedeteci di andare via».

In quella strada nel cuore della Marina vecchia, dove per giorni gli autoparlanti delle macchine dei vigili e dai carabinieri, invitavano la gente a uscire di casa, a trovare altre sistemazioni fino al cessato allerta, le sorelle Carassali erano rimaste lì. Nella loro abitazione con la porta di legno e la cassetta delle lettere in ferro battuto.

Ora, a distanza di due anni, si fanno fotografare sempre lì. Sulla soglia di una casa dove, anche soltanto all’esterno, qualcosa da due anni fa è cambiato: «Adesso abbiamo le paratie da mettere durante i temporali - dicono Anna Maria, Franca e Giuseppina – Quando comincia a piovere forte viene nostro nipote a sistemare tutto, lui che nei giorni dopo l’esondazione ci ha aiutato a rimettere tutto a posto».

Ma erano state anche loro, le tre “ragazze” di via Firenze, a prendere stracci, secchi e pala e a buttare via il fango dalle stanze, dal giardino, dai mobili e dai cassetti.

Adesso la casa è a posto. Ma la paura, da quel 5 novembre di due anni fa non se ne è mai andata.

«Quando piove forte - dicono le tre sorelle - ci guardiamo negli occhi e, senza dire neppure una parola, ci capiamo al volo: “stanotte non si dorme”. E succede così, ogni volta. Perché quello che abbiamo visto, quello che abbiamo dovuto fare per ripulire tutto, è difficile da dimenticare».

Il fiume, così vicino alla casa, per Anna Maria, Franca e Giuseppina ora è un sorvegliato speciale: «Ci auguriamo che l’argine adesso lo abbiamo fatto a modo, ma la paura resta e con quella ormai dobbiamo conviverci».

(a.v.)

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