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La “rete” fa la forza: crescono del 65% le imprese lunigianesi

La “rete” fa la forza: crescono del 65% le imprese lunigianesi

CARRARA. La platea di imprese coinvolte è ancora molto piccola rispetto all'esercito di piccole e medie imprese apuo lunigianesi ma il segnale è incoraggiante ed interessante nonostante la provincia...

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CARRARA. La platea di imprese coinvolte è ancora molto piccola rispetto all'esercito di piccole e medie imprese apuo lunigianesi ma il segnale è incoraggiante ed interessante nonostante la provincia sia in netto ritardo. Nel corso del 2016 sono già 25 le imprese che, attraverso il contratto di rete, hanno iniziato a collaborare ed unire le forze per crescere, svilupparsi, aggredire nuovi mercati ed innovarsi. Il 65% in più rispetto ad un anno prima quando erano appena dieci le imprese in rete.

A certificarlo è la Camera di Commercio di Massa Carrara attraverso l'aggiornamento dello studio dell'Istituto di Studi e Ricerche dedicato proprio ai contratti di rete. Secondo lo studio dell'ente camerale la provincia di Massa Carrara si trova attualmente al 114esimo posto in Italia (ultimo posto in Toscana), davanti a province prevalentemente meridionali, per numero di imprese retiste ogni 1.000 totali con un tasso pari all'1,1. La fotografia regionale è però più confortante con la Toscana al secondo posto su scala nazionale con 1.544 imprese coinvolte ed un tasso pari al 3,4 (fonte Unioncamere e InfoCamere). Tra i settori più sensibili ed attendi ai contratti di rete a livello territoriale ci sono l'agricoltura con 9 imprese coinvolte, la manifattura con 6 e le costruzioni con 3.

«Siamo di fronte - analizza Dino Sodini, presidente dell'ente camerale - ad un gap strutturale e storico delle nostre imprese molte delle quali, nonostante gli sforzi, non conoscono lo strumento dei contratti di rete o li osservano ancora con molta diffidenza. L'istinto a fare rete, a mettersi insieme, è purtroppo un elemento di grande fragilità. In tempo di crisi, così come quelle che stiamo vivendo, la tendenza dovrebbe essere quella all'aggregazione. Fino ad oggi ha prevalso uno spirito individualistico. Le nuove frontiere dei mercati, sempre più lontani e competitivi, impongono alleanze e collaborazioni orizzontali. Il 90% delle imprese della nostra provincia sono di piccole dimensioni: l'aggregazione è un processo inevitabile oltre che un vantaggio in termini di opportunità e di economie di scala e di scopo».

Camera di Commercio ha inserito, ormai da anni, all'interno dei suoi studi, le reti di impresa tra gli elementi di analisi.

Lo studio ha rilevato che il 67,2% delle imprese non ha in essere nessuna forma di collaborazione, solo l'11% ha dato vita a reti formalizzate, di queste solo l'8,3% sono strutturate (81% fa parte di un consorzio), il 2,8% sono invece occasionali. Il settore con il più alto di impronta sinergica sono il lapideo e la metalmeccanica (45%) ma l'80% sono reti non formalizzate.

In pratica le aziende collaborano senza nessuna forma di contratto. Le aziende in rete sono più grandi anche in termini occupazionali con una media di 22,4 addetti mentre quelle non in rete di 5,5 unità. Il dato da cui prendere ispirazione è quello legato ai fatturati: le imprese che si sono aggregate o hanno in qualche forma collaborato hanno aumentato il proprio fatturato del 4,7% a fronte di un calo dell'impresa non in rete del 12,6%.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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