Il dolore
Processo lap dance, si ricomincia tutto da capo
Undici imputati e inchiesta conclusa nel 2011, ma i reati contestati sono del 2005 Ieri il cambio del presidente del collegio. Nel 2016 saltate le tre udienze previste
MASSA. La storia si ripete: il giudice Fabrizio Garofalo è stato trasferito ad altra sede e quindi il processo si ferma e deve ripartire da capo. Alla sbarra in undici, Sergio De Andrè, Ionela Hristea, titolari del night “Le Follie” di Antona e altre nove persone. Nei loro confronti la procura di Massa muove le imputazioni di associazione per delinquere (articolo 416), sfruttamento della prostituzione e immigrazione clandestina. Le ragazze secondo l’accusa arrivavano in Italia per fare le ballerine di lap dance in una rete di circoli privati, ad Antona e nel resto della Toscana. Tutte avevano un permesso di soggiorno per fini turistici di tre mesi rilasciato regolarmente. In novanta giorni facevano il giro di quattro locali. La prescrizione, visti i reati è ancora distante, ma soltanto se si considera il primo grado. Perché in appello difficilmente si arriverà a sentenza prima che l’ultimo reato si sia estinto.
Ma sia il processo sia l’indagine sono nati sotto una cattiva stella. Basta pensare che nel 2016 erano previste tre udienze, oltre a quella di ieri a marzo e a giugno, ma non è stato possibile farne nessuna. Per un motivo o per l’altro sono saltate. E verrebbe da dire meno male, visto che con l’avvicendamento di Garofalo per forza di cose bisognerà ripartire da capo. E visto che finora era stato sentito un teste non si allungheranno i tempi di molto. Tempi che però, per essere chiari, sono già lunghissimi.
Le ragazze secondo l'accusa - l’inchiesta è partita nel 2006 ed è stata chiusa nel 2011 - arrivavano in Italia per fare le ballerine di lap dance in una rete di circoli privati, ad Antona e nel resto della Toscana. Tutte avevano un permesso di soggiorno per fini turistici di tre mesi rilasciato regolarmente. In novanta giorni facevano il giro di quattro locali. Poi se erano brave e particolarmente apprezzate dalla clientela si vedevano rinnovare il visto turistico, altrimenti l'organizzazione le abbandonava al loro destino. La loro bravura veniva valutata dagli spettacolini privati che si tenevano in piccoli camerini di due metri per due, dove era impossibile non venire a contatto con l'unico spettatore che più che guardare era lì per toccare e andare oltre.
Uno hard show che durava una quindicina di minuti e costava cinquanta euro. Le ballerine venivano scelte in Romania, dove l'organizzazione aveva un paio di osservatori. A valutare l'avvenenza delle ragazze ci pensava una donna romena: Ionela Hristea. Ex entreneuse aveva tanti contatti nel suo paese d'origine e sapeva come muoversi nell'ambiente dei night club. Le giovani - tutte dai 20 ai 25 anni - sapevano che dovevano andare a lavorare in un circolo a luci rosse, ma non tutte erano a conoscenza che con i clienti dovevano essere smaliziate fino al punto di appartarsi. Una volta composta la squadra, Hristea affidava le future lap dancer a un paio di presunti impresari.
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