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Il fuoco arde ancora al fienile di Marinella

Il fuoco arde ancora al fienile di Marinella

L’Arpal: l’aria è pulita, ora serve un escavatore per spostare le lamiere Ad Ameglia istituti scolastici chiusi fino a venerdì. S’indaga sull’ipotesi di dolo

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AMEGLIA. Non si spegne, non basta la pioggia, non basta l’acqua dei vigili del fuoco. Anzi, in queste condizioni ci vorrano almeno dieci giorni per spegnere l’incendio che ha bruciato il capannone del fieno della Marinella Spa. E ancora non si sa se dietro ci sia la mano di qualcuno o s e si tratta di un incidente. La possibilità però che sia stato qualcuno è stata ventilata da ambienti interni alle indagini, tra vigili del fuoco e carabinieri.

In questo momento comunque la priorità delle istituzioni è di garantire la sicurezza dei cittadini. Perciò l’Arpal per l’intera giornata è stata impegnata a fare verifica per verificare se l’aria fosse contaminata. «Da quello che hanno raccolto finora – spiega il sindaco di Ameglia, Andrea De Ranieri – non risulta nulla. L’aria è pulita, niente fibra di amianto. Domani gli altri campionamenti sull’aria. In ogni caso bisogna essere prudenti».

Per questa ragione infatti il sindaco ha deciso di tenere chiuse per altri due giorni le scuole di Fiumaretta e Bocca. « L’Arpal sostiene che non ci siano rischi tenendo le finestre chiuse. A me sembra più giusto essere prudenti fino in fondo, dei ragazzini chiusi in classe senza poter aprire le finestre non mi sembra una bella immagine. Aspettiamo tutte le certificazioni e poi si riapre».

Resta il problema di un incendio che rischia di bruciare per sette, dieci giorni ancora. Una soluzione però c’è. «Mi ha chiamato il comandante dei vigili del fuoco – spiega il sindaco – chiedendo mi la possibilità di mettere a disposizione un mezzo grosso, con cabina isolata, tipo escavatore, per poter rimuovere le lamiere che sono cadute sopra il braciere e spegnere prima l’incendio. Chiederò a qualcuno nelle cave se ha un mezzo del genere. È chiaro che una cosa del genere ha dei costi e mi sono già rivolto alla Marinella per la faccenda. È rimasto del combustibile sotto le macerie, finché si dà ossigeno per bruciare e spegnerlo continua ad ardere. Con la macchina in quarantotto ore mi hanno promesso di risolvere».

Sul filone indagini invece si attende ancora. Il procuratore di La Spezia, Antonio Patrono, spiega che bisogna attendere la relazione tecnica dei vigili e i rilievi dei carabinieri. Dopodiché la fase investigativa riuscirà ad avere maggiore intensità. Il lavoro è gia cominciato.

Nella giornata di ieri sono circolate anche voci su accuse da parte della Marinella verso presunti nemici della società. Smentite seccamente dall’ad Reverberi: «Non abbiamo elementi in un senso o nell’altro, avere nemici non vuol dire che siano piromani o assassini. Oggi incontrerò i carabinieri e vedremo se fare denuncia contro ignoti o altro». Il buio è ancora fitto.

Libero Red Dolce

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