Sicurezza
Volevano chiedere 25 milioni di euro
Prima delle motivazioni della cassazione, l’associazione dei defunti e il suo legale, Emiliano Pianini, stavano ancora pensando a una causa civile per tirare in ballo il Comune. Adesso hanno deciso...
Prima delle motivazioni della cassazione, l’associazione dei defunti e il suo legale, Emiliano Pianini, stavano ancora pensando a una causa civile per tirare in ballo il Comune. Adesso hanno deciso che è meglio di no, tanto il maxi risarcimento non ci sarà. Questo è chiaroLa richiesta fatta in sede penale per il risarcimento del danno biologico la richiesta era stata alta: chi si sentiva truffato (oltre 120 famiglie) voleva complessivamente 25 milioni di euro, somma che avrebbe messo in ginocchio il municipio. In primo grado la provvisionale accordata
aveva sfiorato il milione e mezzo. In appello la provvisionale era stata di quindicimila euro a famiglia. Anche se l’associazione punta a molto di più: «Mica per i soldi, noi vogliamo stabilire il principio che quel funzionario agiva per conto del Comune ed è il Comune che deve risponderne. Lo dice l’articolo 28 della Costituzione e noi siamo pronti a farlo valere anche in Cassazione», avevano detto dopo Genova e lo ribadiscono adesso. Resta da capire dove si potrà arrivare.
Resta comunque una battaglia combattuto fin da subito, da due donne -Genevieve Marotel e Natalina Menchelli - che appena hanno capito che era stato fatto qualcosa di oscuro ai loro mcari hanno iniziato a indagare, andando al camposanto e andando in Comune a chiedfere all’ex funzionario Renzo Fialdini di spiegare cosa stava accadendo al Mirteto. Insomma in municipio sapevano che Euroservizi non stava facendo quello che era previsto dal bando, almeno secondo le fondatrici dell’associazione. Centoventi famiglie che hanno lottato per vedere riconosciuto un loro diritto: conoscere la verità e avere giustizia.
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