Il Tirreno

Il fumo sale ancora, ma la gente fa le foto

di Libero Red Dolce

Nonostante le misure di precauzione famiglie e runner a spasso per la zona Attesa in giornata la decisione sull’emergenza, ad Ameglia scuole chiuse

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AMEGLIA. Allungano il collo e ruminano, mansuete come d’abitudine. Rassegnata pigrizia delle produttrici di latte della Marinella Spa. Sembrano del tutto ignare che quel foraggio che si chinano a raccogliere con la bocca in questo momento è quasi il fondo delle risorse messe di lato per l’inverno dall’azienda. Il resto è finito bruciato nell’incendio del capannone di lunedì mattina. Circa 500 metri cubi di fieno ormai buoni solo per la discarica.

C’è qualche chilometro tra le stalle dove s’impigriscono le mucche e il fienile che conteneva i pranzi e le cene che avrebbero consumato d’inverno. Se la mansuetudine delle vacche è tutto sommato prevedibile, fa più impressione quella di chi attratto dal fumo che ancora sale verso il cielo ha pensato bene di fare due passi nella zona. Eppure ieri l’asl spezzina era stata precisa: in un raggio di 1,5 chilometri, cioè il perimetro dove potrebbero essersi disperse le fibre di amianto che componevano il tetto in eternit del capannone bruciato, bisogna tenere delle regole di comportamento precise: si limiti la permanenza all’esterno, si tengano gli animali al chiuso, vietato il pascolo e si raccomanda un lavaggio accurato della frutta e verdura coltivata in zona.

Complice il bel tempo di ieri però la prima, e più limitante misura precauzionale, è stata ampiamente disattesa. Peggio, c’è chi ha preso macchina e figli per andare a dare un’occhiata al grande incendio. Eppure la zona, l’immensa area di 400 ettari di proprietà della Marinella Spa, è stata transennata. O meglio, sono state poggiate delle transenne nelle due vie d’accesso sterrate che portano al fienile. Ma non c’è nessuno a fare rispettare quel divieto, così macchine, scooter, cicliste e persone a piedi lo valicano quasi senza farci caso.

Rosso, un camion dei pompieri arriva a completare la squadra che dalla mattina sta lavorando sulle fiamme. La sagoma del mezzo è incorniciata dalla nuvola di terra e polvere che alzano le ruote. «Pure quella lì è piena di amianto? La possiamo respirare? ». Non se la fa tanto per scherzare la domanda Piero. Lui qui ci abita. Con la famiglia si sono spostati dalla suocera in paese.

«Io non capisco come alla gente possa venire in mente di farsi un giro da queste parti – si chiede stupito – c’è un rischio tale da emettere un’ordinanza per farci spostare da casa e poi certuni vengono qui a passeggiare con i figlioli».

Ancora di più lo indigna però la mancanza di controlli. «Se dentro un cerchio di un chilometro e mezzo –prosegue a ragionare – tutti dovrebbero evitare di mettere il naso fuori casa, com’è possibile che non ci siano dei vigili all’ingresso delle stradine per evitare che le persone passino? Mire lu qui, con il finestrino aperto a respirare questa bell’arietta...».

Piero è di Massa e non si è lasciato sfuggire una Punto nera che con calma e senza precauzioni si è concessa un passaggio di fronte al fienile. Dentro, mascherine sulla bocca, impianti per lo spegnimento del fuoco accesi, lavorano i pompieri. Non cova sotto la brace, il fuoco è ancora visibile.

«Speriamo che dall’Arpal siano venuti fare dei controlli sull’aria, io di certo non me ne sono rimasta tappata dentro», racconta una signora, anche lei residente. «Vivo in questa zona da sempre, ci viveva mio padre che era mezzadro come tanti altri. Siamo, o siamo stati, tutti a coltivare la terra da queste parti. Voglio essere sicura che nei miei campi non è finito niente di nocivo, che quello che mangio oggi non mi faccia ammalare tra qualche anno».

Lei è potuta rimanere perché l’ordinanza di sgombero riguarda soltanto le case nel raggio di 150 metri dall’area interessata dall’incendio. Per Piero invece, come per altre famiglie, l’ordine è di andare. E non sanno ancora quando potranno tornare.

«Domani (occhi per chi legge, ndr) le scuole rimarranno chiuse come è stato deciso lunedì – spiega il sindaco di Ameglia Andrea Ranieri – e durante la giornata ci sarà tempo di fare i dovuti approfondimenti. I vigili del fuoco stanno portando avanti lo spegnimento con molta cautela, quindi vanno avanti con le pompe in modo da non disperdere dell’atmosfera eventuali sostanze velenose. Questo comporta che lo spegnimento sarà più lungo di quello che sarebbe stato in circostanze differente. Il problema ovviamente è che continua il fumo, il suo odore acre, che però è legato alle persone che abitano nelle immediate vicinanze del fienile».

Le prescrizioni dell’Asl comunque rimangono, fino a nuovo ordine. Per tutta la giornata di oggi l’ordinanza continuerà. «L’ordinanza dura finché dureranno le operazioni di spegnimento – puntualizza il sindaco – ma già nella giornata di oggi (ieri, ndr) dovrebbero essere abbattuti i fumi. Rimarrà da fare un lavoro di bonifica».

Il sindaco ha deciso di prendersi l’intera giornata di oggi, insieme ad Asl e Arpal, per fare i dovuti accorgimenti e decidere il da farsi. Nella migliore delle ipotesi giovedì gli abitanti del circondario dovrebbero tornare nelle loro case e le scuole riaprire. L’incendio, ormai, è del tutto sotto controllo.

Dopo verranno le operazioni di bonifica dell’area. Il fieno bruciato andrà smaltito, probabilmente in discarica. Certo prima servirà, appena svolte le indagini dentro il capannone, capire cosa è successo.

Le indagini le portano avanti i carabinieri di Ameglia. La situazione è, come si dice in questi casi, aperta a ogni possibilità. Rimane la formula del «non si può escludere la natura dolosa», ma c’è un particolare in parte ne indebolisce la credibilità. «L’incendio è stato appiccato tra le 7 e le 8 – spiega il maresciallo Marco Scamardella – un orario anomalo per realizzare un’azione del genere. Questo non vuol dire che la escludiamo, mancano gli elementi in un senso o nell’altro. Per avere più certezze bisognerà aspettare che i vigili del fuoco finiscano il loro lavoro. Finora non è stato trovato un innesco o una prova, tipo una tanica di benzina, che restituisca un quadro preciso».

Dal comando dei vigili del fuoco di La Spezia fanno sapere che bisognerà attendere, probabilmente oggi qualche notizia in più emergerà. La situazione è delicata infatti, con molto materiale da spostare e le dovute precauzioni sul rischio di spargere sostanze nell’aria. Se doloso o non doloso, è preso per dirlo. Qualcuno avvisi le vacche che per sapere cosa è successo alla loro dispensa invernale serve ancora del tempo. Loro, intanto, ruminano.

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