Lutto
Minorenne ruba la bici ad un suo coetaneo
Ma il ciclista se ne accorge e dà l’allarme. Una volante della polizia blocca il ragazzino e allerta la madre
MASSA. Un po’ come cantava De Gregori, anche questa è la storia di un campione e di un bandito. Anche se entrambi non hanno ancora compiuto diciotto anni e non si conoscono tra loro. Il “bandito” è stato riaffidato alla madre, ma è stato anche denunciato e di lui si occuperà il tribunale dei minori di Genova. Se lo ricorderà per un bel po’ quello che gli è successo il sedicenne acciuffato da una volante della polizia mentre pedalava come un forsennato in sella a una bicicletta che aveva appena rubato in piazza IV Novembre, davanti alla stazione. L’adolescente l’aveva vista lì, appoggiata contro un muro, senza nessuno attorno. Un modello da corsa, decisamente costoso. Ed era perfino nuova. L’oggetto dei suoi desideri, probabilmente. E così l’ha presa senza pensarci troppo su. Peccato che il proprietario, il “campione”, era proprio lì, dentro il bar. Un altro sedicenne, con la passione per il ciclismo.
Appena ha visto il bandito fuggire con la sua amata due ruote il campione ha iniziato a urlare per richiamare l’attenzione e fermare quel ladro. Ha avuto fortuna perché stava passando una volante della polizia e gli agenti hanno intuito quello che stava capitando, mettendosi a inseguire il sedicenne con il vizio di prendere le cose non sue. Può sembrare strano, ma nonostante il motore, non riuscivano a stargli dietro, vuoi il traffico e vuoi la gamba nonostante tutto ben allenata del ragazzino. Comunque alla fine ha prevalso la stanchezza per lo sforzo fisico fatto pedalando a più non posso. Così la volante è riuscita a bloccarlo in una stradina senza via d’uscita. Quando hanno visto che si trattava di un minorenne hanno chiamato la madre e le hanno raccontato quello che era capitato. La donna è arrivata in questura in lacrime. Non era mai successo che il bandito facesse una cosa del genere, o almeno nessuno lo aveva mai scoperto. Gli ha dato una lezione, davanti a tutti. Anche se la punizione peggiore arriverà dal tribunale di Genova. Il coetaneo campione invece si è ripreso la sua bicicletta - il valore sfiora i mille euro, pare - ed è tornato a casa felice per aver ritrovato il suo gioiello dopo lo spavento che si era preso e un po’ contrariato perché aveva dovuto interrompere l'allenamento. Non ha scambiato nemmeno un sguardo con l’altro protagonista della storia. A De Gregori una fine così non sarebbe piaciuta.
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