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Lavori antisismici fermi alle scuole: l’allarme dei genitori
La consulta di Fivizzano-Casola chiede al sindaco che fine hanno fatto i soldi stanziati dalla Regione Toscana per mettere in sicurezza gli edifici scolastici
FIVIZZANO. Nel giorno della terribile e potentissima nuova scossa di terremoto nel Centro Italia, torna in Lunigiana la paura del sisma. Torna forte, in particolare, la preoccupazione dei genitori che hanno bambini nelle scuole della zona che parlano di ritardi di oltre un anno negli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici.
È così ecco la domanda pressante, rivolta al sindaco Paolo Grassi dai genitori della consulta di Fivizzano-Casola che tornano inoltre a ribadire la necessità della realizzazione di un istituto omnicomprensivo: «Come mai non sono ancora partiti i lavori di adeguamento simico delle scuole superiori?». È passato ormai più di un anno – scrivono mamme e papà - da quando il Comune «ha chiesto e non ottenuto dalla Provincia di Massa Carrara l'istituzione di un omnicomprensivo che rappresenti tutte le nostre scuole con un unico dirigente scolastico e una segreteria». Secondo i genitori questa richiesta «convinta e motivata è stata respinta per mancanza di un accordo politico in sede di Conferenza dei Sindaci che ancora una volta ha messo davanti gli interessi personali e campanilistici rispetto al futuro delle nostre scuole». E aggiungono: “È impensabile ancora oggi continuare con il modello imposto anni or sono in Lunigiana, che vede dirigenze e segreterie distanti decine di chilometri dalle scuole superiori del nostro territorio e con presidi reggenti che si fanno vedere raramente. Questo modello, ha fallito e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti» e si ricorda che in favore dell'istituzione di un omnicomprensivo a Fivizzano si dichiararono il provveditore Buonriposi e il consigliere regionale Giacomo Bugliani e comunicano che oggi a Fivizzano «c’è il paradosso che anche l'istituto comprensivo Moratti, con una popolazione di oltre cinquecento studenti, è già da due anni senza un dirigente di ruolo». Ne consegue la richiesta alla classe politica “di rimettere all'ordine del giorno la costituzione di un omnicomprensivo come del resto è previsto nelle zone montane e disagiate”.
Ma la domanda più pressante rivolta al sindaco è quella delle misure anti terremoto: «Come mai non sono ancora partiti i lavori di adeguamento sismico delle scuole superiori visto che è da 5 anni che i ragazzi sono in sedi provvisorie e visto che Fivizzano ha da quasi due anni a disposizione 2,8 milioni di euro, finanziati dalla Regione, da spendere per la riqualificazione dell'edilizia scolastica e finalizzati per costruire quel polo scolastico che la Consulta ha da tempo ribattezzato “Cittadella dello studio” e che tale progetto è stato approvato dai vertici provinciali ma non ha trovato attuazione per indecisioni e beghe interne ai partiti che sostengono la maggioranza in Comune. Non vorremmo che le nostre scuole perdano un'altra occasione di rilancio». m.l.
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