Gioco
A Carrara l’Oriente è vicino
Continua il festival alla Imm, con incontri sulla cultura, il cibo e la moda dell’est
CARRARA. Spettacoli e conferenze con esperti del panorama internazionale. Un programma ricco che non lascia vuote le due sale conferenza del polo fieristico di Marina di Carrara. Dalle 12 alle 20, sia oggi che domani, continua l'offerta culturale del Festival dell'Oriente. Si parlerà di voce e canto naturale, di benessere del corpo e dell'anima, di colonialismo culturale, di come affrontare dolore e sofferenza con la scienza dello yoga, e molte altre tematiche ancora.
Quattro padiglioni che ospitano il Festival mondiale dell'Oriente, che tra le novità di questa edizione propone la danza Uighur, conosciuta anche come "danza di ciotole", il Chinese Kung Fu Tea, l'arte tradizionale cinese che fonde insieme il Kung Fu con la cerimonia del te Gong fu cha.
Tante le iniziative per far immedesimare i visitatori nel clima dell'evento, come, ad esempio, le mostre di abiti tradizionali di Cina, Giappone, Corea, o l'esposizione dei guerrieri dell'esercito di terracotta cinese, o quella delle armature dei Samurai, o, ancora, la mostra dei bonsai, che occupa una gran parte del padiglione E.
Nella stessa location si trovano mostre fotografiche che raccontano le diverse sfaccettature dei Paesi come l' India, il Tibet, il Giappone e la Thailandia. Tutto questo è circondato, come in un grande abbraccio, dalle statue dei monaci Shaolin, di Yin e Yang, e quella del Buddha.
Contemporaneamente, nei quattro palchi distribuiti nei padiglioni, si susseguono: il concerto di tamburi giapponesi dei Masa Daiko, uno dei gruppi più famosi ed ambiti al mondo; la danza del cinema indiano di Bollywood; il Teatro No giapponese, antica recitazione teatrale del Giappone che esprime l'emozione tramite pochi movimenti composti e l'utilizzo di maschere di ceramica; la cerimonia della vestizione del kimono; la danza cinese del pavone; la cerimonia del tè giapponese; il potente canto accompagnato dal suono dei tamburi dello sciamano Thamaak; la danza del ventre; la costruzione del mandala, che nella tradizione religiosa buddista e induista, è una rappresentazione simbolica del cosmo, realizzata con intrecci di fili su telaio o con polveri di vario colore sul suolo, o dipinta su stoffa.
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