Il Tirreno

Mirteto, il processo rischia di azzerarsi

Mirteto, il processo rischia di azzerarsi

Cambierà uno dei giudici del collegio e le difese degli imputati possono chiedere di ripartire da capo. Prescrizione vicina

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MASSA. Il rischio è che il processo debba ripartire da capo. Anzi più che un rischio è una certezza, dato che i legali degli imputati che sono alla sbarra con l’accusa di omicidio colposo non faranno altro che chiedere l’applicazione del codice di procedura penale per tutelare i loro assistiti. Il processo è quello sulla frana del Mirteto, avvenuto la sera del 31 ottobre del 2010, poche ore prima che a Lavacchio ci fosse un altro smottamento, costato la vita a una donna, Nara Ricci, e al suo figlioletto, di appena due anni, Mattia Guadagnucci. A Mirteto, in via Montalbano, perse la vita Aldo Manfredi, autotrasportatore di 45 anni, che venne soffocato da una lingua di fango mentre tentava di mettere in sicurezza l’abitazione dei suoi anziani genitori, a rischio allagamento come tutte le volte che pioveva un po’ più forte del solito.

La procura per quella vicenda aveva chiesto il rinvio a giudizio per dieci persone, ma il gup Ermanno De Mattia aveva accolto, con l’accusa di omicidio e disastro colposi, le richieste per il geometra Carlo Mariani, l’ingegnere Andrea Bontempi, Giuseppe Rebecchi e Alessandro Migliorelli (titolari della ditta fratelli Rebecchi), Jacopo Baroni (rappresentante della ditta Rb escavazioni) e il geologo Riccardo Barbieri. Prosciogliendo, perché il fatto non sussisteva, l'ex assessore comunale Andrea Ofretti e il dirigente Fabio Mercadante. Uscirono di scena, come aveva chiesto la stessa accusa, pure i responsabili della ditta in subappalto impegnata nei lavori che, stando alle indagini, provocarono poi il crollo della collina di via Montalbano e la morte di Manfredi: Iacopo De Nobili e Franco Ferrari di Spezia. A entrambi era stata contestata la frode. Contestazione cancellata anche ad Andrea Bontempi.

Ma perché bisogna rifare tutto da capo, proprio adesso che il super perito nominato dal presidente del collegio Giovanni Sgambati doveva esporre i risultati del suo lavoro? La prossima udienza è stata calendarizzata a novembre, dopo che quella di luglio era saltata per una notifica che non era arrivata in tempo. È arrivato il trasferimento di uno dei membri del collegio che doveva giudicare gli imputati: il magistrato Fabrizio Garofalo ha lasciato Massa a fine settembre e ha preso servizio a La Spezia. Il giudice per alcuni processi si è fatto associare (porterà a sentenza il procedimento), ma quello sulla frana del Mirteto non è tra questi. Perché è lontano dalla sua conclusione. E perciò non è possibile farlo senza creare dei contraccolpi ai due tribunali.

Ripartendo da capo, sempre se lo chiederanno le difese, bisognerà riconvocare in aula tutti i testimoni. Ed è vero che dovranno soltanto confermare quello che hanno già detto, ma è altrettanto vero che gli avvocati degli imputati potranno sottoporli a nuove domande. Insomma se si considera che il processo va avanti da tre anni almeno, le possibilità che si vada a prescrizione prima della fine del primo grado sono davvero tante. A sei anni da quella tragedia è una beffa atroce, soprattutto perché il padre di Aldo per il dolore della scomparsa del figlio è morto di crepacuore. Chiedeva giustizia.

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