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Licenziamenti dello studio nicoli

La proprietaria: «È’ un dolore ma da soli non ce la facciamo»

La proprietaria: «È’ un dolore ma da soli non ce la facciamo»

CARRARA. Dopo l’annuncio del licenziamento dei suoi artigiani scultori, Francesca Nicoli torna a parlare della situazione degli storici studi della sua famiglia. L'imprenditrice lo fa rispondendo a...

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CARRARA. Dopo l’annuncio del licenziamento dei suoi artigiani scultori, Francesca Nicoli torna a parlare della situazione degli storici studi della sua famiglia. L'imprenditrice lo fa rispondendo a un intervento della consigliera Bienaime’ che chiede di non dimenticare questa e altre eccellenze – vere - della nostra città.

«Abbiamo inteso gestire questi laboratori antichi, spinti dall'intento di aprirli alla città, organizzando negli ultimi anni manifestazioni, performances, simposi, concorsi nazionali e mostre. Abbiamo voluto avvicinare il passante generico, cittadini, curiosi e addetti ai lavori, a questo ramo di vitale importanza per l'industria del marmo, per mostrare quanto tempo richieda il mestiere, quanta cura e quanto amore si spendano ogni giorno, ogni ora sotto il tetto a capanna del laboratorio del mio trisnonno Carlo». Francesca Alix Nicoli, imprenditrice alla guida dei celeberrimi Studi Nicoli di Carrara spiega così, attraverso la sua pagina Facebook, le più recenti fasi della gestione dello storico laboratorio che lo scorso 6 ottobre ha annunciato il licenziamento degli ultimi artigiani-scultori rimasti alle sue dipendente.

Un epilogo dolorosissimo a cui si è arrivati per una serie di problemi su cui torna la stessa Nicoli: «Le difficoltà nel reperimento di materiale da scultura a prezzi concorrenziali, quelle nel reggere ai costi troppo alti in un mercato impazzito, solo interessato alla corsa al ribasso, la concorrenza delle finte partite iva e delle lavorazioni a basso costo possibili in realtà diverse dalla nostra che è comunque un'azienda strutturata agente sotto gli occhi di tutti, in piena città».

L’imprenditrice ricorda che gli ultimi quattro licenziamenti arrivano a seguito di altri dieci, avvenuti negli anni passati: «Nostra politica è sempre stata quella di riconoscere il merito e trattare il personale qualificato accordando stipendi alti» racconta Francesca Nicoli puntando il dito contro la svalutazione del lavoro ma anche contro «l’assenza di una politica culturale che valorizzi le eccellenze del made in Carrara». «Da soli non possiamo reggere. Questo ho detto in tutte le sedi. E questo ancor'oggi mi sento di ripetere» afferma la Nicoli, in una sorta di confessione a cuore aperto che arriva in risposta a una nota della consigliera Claudia Bienaimè. L’esponente di Carrara Bene Comune era intervenuta sulla situazione dei celebri studi: «E’ lo specchio della crisi di questa città» aveva detto la consigliera. (c.c.)

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