Il Tirreno

Gas, no del giudice ai distacchi facili

di Libero Red Dolce
Gas, no del giudice ai distacchi facili

Accolta l’eccezione di un’utente contro la società che distribuisce metano: «Bisogna provare la morosità»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. No, stavolta non basterà il ricorso al giudice. Bloccare il contatore del gas non si può fare a cuor leggero, senza dimostrare la morosità del cliente. Finora al distributore del gas prodotto da Enel, la società 2i Rete Gas, era bastato passare dal tribunale, affermare che il cliente non pagava e arrivava l’ok. L’utente è moroso e...zac, contatore disabilitato. E l’acqua restava fredda sui fornelli, le coperte sulle spalle per riscaldarsi con i termosifoni gelidi.

Peccato però che quelle morosità erano tutte da dimostrare. E adesso un giudice del tribunale di Massa ha riconosciuto le richieste di una donna, ha estendendo il contraddittorio nei confronti dell’Enel. «Da agosto stanno proliferando ricorsi in via cautelare d'urgenza promossi dalla 2 i Rete gas – spiega l’avvocato Leonardo Angiolini, che difende la signora– la società che distribuisce il gas prodotto da Enel, per morosità di diverse utenze. Ricorrono allo strumento d'urgenza in quanto affermano che non ci siano altri modi per tutelarsi ed evitare manomissioni. Loro affermano che queste morosità sono acclarate ma nei ricorsi questa morosità non viene mai acclarata». In pratica finora al distributore è bastato dire che qualcuno fosse moroso perché arrivasse l’autorizzazione a disabilitare i contatori. Con tutti i disagi che ne conseguono, soprattutto adesso, con il freddo ormai alle porte e le case che si raffreddano.

Alcuni non pagano, è vero, e la società procede al distacco. Altre volte però, e non sono pochi i casi, i distacchi sono comminati a utenti che poco sanno della propria condizione verso l’azienda. Senza una avviso. «Ci sono casi di morosità acclarata – riconosce l’avvocato Angiolini – ma ce ne sono tanti anche di morosità asserita ma mai certificata. Vuoi per il disservizio postale, vuoi per un disservizio interno all'Enel l'utente non ha mai la possibilità di ricevere la notizia dell'avviso di distacco della fornitura. Ed è il caso capitato alla mia cliente». Un taglio netto e via. Come ti riscaldi o come cucini non sono problemi dell’azienda.

Motivo in più per salutare la decisione del giudice di Massacome una garanzia importante. Che introduce un principio sacrosanto: prima di disattivare un servizio bisogna dimostrare che la situazione sia davvero compromessa come si dichiara. E toccherà intervenire anche a chi l’energia la produce, Enel in questo caso, che non potrà chiamarsi fuori causa.

«Peraltro – aggiunge l’avvocato – la morosità per poter essere efficace ai fini di una disalimentazione deve essere superiore al deposito cauzionale che al momento della firma del contratto deve essere rilasciato. Non tutte le morosità possono essere presupposto per una disalimentazione».

Una piccola vittoria che mette un’arma in più nelle mani dei consumatori che si trovavano, senza possibilità di replicare, a fronteggiare i disagi più fastidiosi.

«Questa eccezione servirà da qui in avanti agli utenti che si sentono danneggiati da questo comportamento o che ritengono di avere le mani spuntate per il ricorso allo strumento cautelare, consentirà di approfondire la questione e di svolgere le proprie difese», conclude Angiolini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web