Il Tirreno

Solidarietà, l’iniziativa dello Spartak

Maglia e scarpette per il profugo Mamam

Maglia e scarpette per il profugo Mamam

MASSA CARRARA. Mamam Tickass, profugo del Togo, domani scenderà in campo. Indosserà la maglia dello Spartak Apuane, formazione di Terza categoria nata quest’anno per iniziativa di un gruppo di...

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MASSA CARRARA. Mamam Tickass, profugo del Togo, domani scenderà in campo. Indosserà la maglia dello Spartak Apuane, formazione di Terza categoria nata quest’anno per iniziativa di un gruppo di giovani appassionati di sport ma anche di politica. Una squadra senza sponsor che si autofinanzia con le tessere e guarda oltre. Magari a far giocare, e usare quindi lo sport come strumento di integrazione, anche i profughi africani. Come Mamam.

Spiega Michele Ravenna , dirigente dello Spartak Apuane: «Mamam è un ragazzo che ha lasciato il Togo circa un'anno fa, ha 20 anni essendo nato nel 1996. Nell'ultimo decennio il Togo è stato teatro di tre colpi di stato è la vita laggiù è caratterizzata dai numerosi episodi di criminalità comune. Abbiamo avuto contatti con la struttura che lo ospita a Marina di Massa in quanto alcuni di noi dirigenti ha avuto esperienze con immigrati, profughi, in particolare con persone che fuggono da territori in guerra. Appena abbiamo iniziato il nostro percorso ed abbiamo presentato il progetto Spartak ci ha chiamato il responsabile della struttura per parlarci di cinque ragazzi ai quali piace giocare a calcio. Ovviamente- abbiamo subito accettato.

«Mamam ,Muntari, Mussafa,Giallo sono richiedenti asilo Quindi da agosto sia allenano con noi e Mamam che è stato per ora il più veloce ad avere i documenti domani sera esordirà con noi in campionato. Come la maggior parte dei calciatori africani è molto forte fisicamente e anche veloce. Lui comunque tra i ragazzi della struttura è molto bravo anche tecnicamente e poi ha una cosa che serve nei campi di calcio, il sorriso sempre stampato. Con il mister della squadra Paolo Ulivi si trova molto bene in quanto il tecnico con lui sta imparando pure la lingua francese ed inglese. La cosa molto interessante - conclude Ravenna- sarebbe quella oltre a dargli l'opportunità di giocare anche quella di poter insegnare loro la lingua Italiana. I ragazzi dello Spartak hanno accolto questi arrivi a braccia aperte. Ci siamo subito messi in moto per trovare loro scarpette da giocare, vestiario e il passaggio al campo per le sedute di allenamento».

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