Il lutto
La sindaca: «Non celebro nozze gay, lo farà qualcun altro»
Pontremoli, fa discutere la mozione del presidente del consiglio comunale Patrizio Bertolini Per l’opposizione si è trattato di un blitz: «Un documento ideologico, discriminatorio e fuori luogo»
PONTREMOLI. Il consiglio comunale di Pontremoli riconosce nel matrimonio, liberamente contratto tra un uomo e una donna, il fondamento della famiglia quale società naturale, contemplata nell'articolo 29 della Costituzione. Qualcuno doveva pur specificare la posizione dell'Amministrazione di Lucia Baracchini, sindaco di Pontremoli, in merito alle unioni civili e ai possibili risvolti sociali della nuova legge, e ci ha pensato la mozione del presidente del consiglio comunale Patrizio Bertolini.
Una mozione che, va detto, non cambia certo le carte in tavola, perché la legge è legge e le unioni civili sono un fatto, ormai assodato. Il comune giammai potrebbe rifiutare un servizio come quello di contrarre matrimoni civili e nessuno dell'Amministrazione ha mai voluto questo. Si tratta di una presa di posizione, legittima in politica. Per qualcuno quasi una presa di coscienza. Ma la mozione crea il caos in consiglio comunale, intanto perché non era stata inserita all'ordine del giorno e poi perché indigna i consiglieri dell'opposizione Mazzoni, Sordi e Petriccioli, che decidono di lasciare l'aula.
Con un piccolo blitz il presidente Bertolini fa votare la mozione e la maggioranza se la porta a casa. Il sindaco Baracchini neanche era presente e commenta così: «Ho espresso più volte la mia posizione su un argomento delicato ed importante come quello delle unioni civili- dice Lucia Baracchini-; sostengo che una legge di tale rilevanza non dovesse essere approvata attraverso la fiducia; inciderà prima o poi sulle adozioni e nessuno se ne pone il problema. Il mio timore è sempre stato quello di perdere gli effetti delle ricadute sociali di questa legge, per rincorrere i diritti altrui, che sappiamo finiscono quando iniziano i nostri. Occorreva una riflessione ed una discussione più profonda». Detto questo, come è noto, il sindaco Baracchini non celebrerà matrimoni gay «ma qualcun altro lo farà al posto mio- conclude-; non vedo quale sia il problema». La mozione di Bertolini è molto forte: punta sulla famiglia che nasce da un matrimonio uomo-donna, "unico ambito in cui sia possibile l'adozione", "unica in grado di insegnare e trasmettere valori culturali etici e sociali", "luogo della sapienza umana"; tratta temi come "l'orientamento sessuale diverso da quello naturale", la "trasmissione della vita", il "diritto a non essere danneggiati" e si oppone, sul finale, "a qualunque tentativo di introdurre nell'ordinamento giuridico, disposizioni normative tali da alterare la struttura della famiglia". Non può tacere il gruppo consiliare Open Pontremoli: «Riguardo la mozione proposta dal Presidente del Consiglio Comunale Patrizio Bertolini, approvata dal Consiglio con un colpo di mano e un'aula semivuota, non possiamo che ritenerla un documento ideologico, discriminatorio ma, prim'ancora, del tutto fuori luogo, perché il Consiglio Comunale non ha alcuna competenza in materia di diritto di famiglia».
I consiglieri Mazzoni, Sordi e Petriccioli scrivono la loro interpellanza, che verrà discussa in uno dei prossimi consigli comunali: «Perché Bertolini e la maggioranza avevano tanta urgenza di approvare quel documento?- si chiedono-; anziché approvare manifesti ideologici e scopiazzati da internet, l'Amministrazione Comunale farebbe bene a mettere in atto iniziative per agevolare concretamente le famiglie del territorio. Grave il comportamento politico e istituzionale del presidente del consiglio- continuano i tre- che ha presentato un atto fuori luogo e stravolto l'ordine dei lavori della seduta, costringendo tutti all'approvazione della mozione, senza un dibattito sul tema e con soli sei voti a favore».
La richiesta di Open è chiara: «Quali azioni intende intraprendere l'amministrazione applicando questo atto? Come potrà mai opporsi alla storia delle unioni civili?». E il dibattito continua, ma al momento, soltanto fuori dall'aula del consiglio.
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