Il Tirreno

Vini buoni e d’onore ecco Bondonor

di Fabrizio Palagi
Vini buoni e d’onore ecco Bondonor

L’azienda dei Menconi sorge sopra Nicola Dalle cantine un vermentino particolare

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ORTONOVO. Il confine collinare tra Toscana e Liguria è segnato dai filari dell'azienda vitivinicola Bondonor. Una denominazione, quella dell'attività condotta dalla famiglia Menconi di Avenza (conosciuta a livello internazionale nel settore degli abrasivi per la lucidatura del marmo), di cui il giovane Luca è il titolare, caratterizzata da motivi storici: Bondonor, francesismo italianizzato che significa "buono e d'onore", di cui i Menconi sono fieri, coniato già a inizio Novecento, stante a indicare, in poche parole, delle persone affidabili.

Gente su cui si può fare conto, perciò, quella che opera a Isola Alta, sui dolci crinali della collina sovrastata dalla deliziosa frazione di Nicola, dove sono stati impiantati vitigni dai quali viene prodotto un vermentino particolarissimo, frutto della lavorazione umana e della naturale disposizione dei soleggiati terreni che dominano la antica vallata delle "Terre della Luna", come si chiamava un tempo l'attuale zona di Luni.

Storia, tradizione e moderna tecnologia agricola, dunque, i punti di fonza delle Cantine Bondonor, i cui proprietari hanno voluto incuneare un lembo della vicina Avenza nei primi contrafforti del territorio montano ligure, con tanto di stemma gentilizio raffigurante una mezzaluna (appunto emblema della frazione carrarese) in uno scudo retto da due grifoni.

Terre di vino disseminate tra gli allora insediamenti di Haventa e Lunae, già note agli antichi Romani, come riportano gli scritti di Plinio il Vecchio, naturalista, ammiraglio, scrittore e cronista vissuto dal 23 al 79 dopo Cristo. E proprio per rendere omaggio agli antichi conquistatori capitolini, la scelta di Luca Menconi di bettezzare i suoi vini con denominazioni latine.

"Lavoriamo con la massima tecnologia, ma rivolgendo sempre uno sguardo al passato - esordisce il 33enne Luca Menconi, coadiuvato nel lavoro da papà Giuliano e dal fratello Nicola - cercando di far conoscere i nostri vini anche all'estero, ad esempio a Londra, Indonesia e Macau, approfittando delle conoscenze che abbiamo già nel campo degli abrasivi per il marmo. La nostra azienda è giovane, ma in pochi anni abbiamo impiantato 3 ettari di vigneti sui cinque disponibili, ai quali si aggiungono quasi due ettari di ulivi".

Azienda dunque in espansione, con progetto di aumentare la produzione di bottiglie, attualmente attestata sulle 15mila all'anno, come conferma la costruzione in corso delle nuove cantine.

"Stiamo inoltre cercando di innalzare il nostro livello produttivo , il cosiddetto target - aggiunge Luca Menconi - per raggiungere un'eccellenza vitivinicola che queste zone meritano. Perciò credo sarebbe importante una maggiore collaborazione tra tutti gli addetti ai lavori del territorio, per valorizzare la Doc Colli di Luni. Vini da far conoscere non solo in Liguria, Versilia, Reggio Emilia e Lombardia, dove vengono sinora consumati i nostri prodotti, ma un po' in tutto il territorio nazionale. Disponiamo di una zona storicamente vocata alla produzione del vino e quindi meriterebbe fare di più, tutti assieme".

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