Il Tirreno

Un commando voleva picchiare il bruto

Un commando voleva picchiare il bruto

Tre persone domenica mattina erano a caccia dell’uomo che ha tirato un pugno a una donna

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MASSA. Un pugno in pieno volto, un colpo che ha massacrato i lineamenti della trentaquattrenne aggredita dal bruto arrestato e mandato in carcere ieri mattina dal gip Antonia Aracri su richiesta del pm Roberta Moramarco. Ma c’è un risvolto della vicenda che era rimasto sconosciuto e che adesso viene fuori e fa capire come la restrizione della libertà abbia salvato il quarantenne da guai ben peggiori. Domenica mattina, mentre si trovava a piede libero, ha rischiato di essere picchiato da un gruppo di persone che conoscevano la vittima e volevano vendicarla.

Lui si trovava seduto sulle panchine di piazza IV Novembre e non sapeva che intanto qualcuno lo stava spiando da lontano. Due o tre persone, pronte a dargli una lezione per quello che aveva fatto alla trentaquattrenne poche ore prima. Per fortuna uno di questi giustizieri fai da te ha chiesto informazioni nei negozi che si trovavano aperti, senza nascondersi: «Sto cercando quello che ha picchiato la ragazza, prima era sulla panchina, voi lo avete visto?». Risposte negative perché si era allontanato pochi istanti prima che il “commando” entrasse in azione. Dopo che un primo tentativo non era andato a buon fine per la presenza di parecchie persone in piazza.

Il quarantenne invece si era allontanato ed è stato quello che gli evitato un pestaggio violento. L’episodio è stato segnalato alle forze dell’ordine, ma non ci sono elementi utili per risalire al commando che voleva farsi giustizia da solo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web