Il Tirreno

«Ma quella discarica è un pericolo»

«Ma quella discarica è un pericolo»

Le preoccupazioni dei 5 Stelle su cava Fornace: la soluzione è la chiusura

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MONTIGNOSO. «Le amministrazioni comunali di Pietrasanta, Serravezza, Forte dei Marmi hanno evidenziato perplessità sulla discarica e nel caso di Pietrasanta piena contrarietà alla sua permanenza sul nostro comprensorio. Il sindaco di Montignoso, invece, si è invece distinto per la sua presa di posizione a favore del gestore, rassicurato dalla presenza del comune di Prato tra i soci di Programma Ambiente Apuane spa e non preoccupato delle terre provenienti dall'area ex Farmoplant. È stato fortemente contestato dai cittadini presenti e non avendo più argomenti ha attaccato il comitato e le forze di opposizione del suo comune». È questa, in sintesi, la ricostruzione del dibattito sulla discarica ex Fornace fatto dai Cinque stelle di Montignoso. Ed è partendo da qui che il gruppopentastellato dice: «Ci auguriamo che il sindaco Lorenzetti riveda la sua posizione, comprendendo che non vi sono reali garanzie dietro e sotto una discarica e che negli anni a venire possa essere ricordato per aver ascoltato i cittadini e avviato la chiusura della discarica e non per aver probabilmente guastato in maniera irrimediabile il nostro territorio, come ricordato dal vice sindaco di Pietrasanta».

Il M5S che era all’assemblea con Giacomo Giannarelli, consigliere regionale e con Paolo Lenzetti consigliere comunale, hanno ribadito il sostegno ai cittadini e al comitato e ricordato il loro impegno: dalle mozioni presentate al'atto di sindacato ispettivo, presentato in Senato da Laura Bottici, Sara Paglini ed altri 17 senatori del Movimento sulla verifica dell'iter autorizzativo della discarica».

I 5 Stelle criticano poi Andrea Cella, di Lega Nord, «il quale deve ancora chiarire la sua posizione dopo essere stato nominato dalla maggioranza presidente della commissione di controllo sulla discarica disattendendo l'accordo di minoranza. Cella e la Lega in questi anni non sono mai stati per la chiusura di questa discarica».

Infine, l’annunco che la loro battaglia continuerà: «Non ci sentiamo garantiti, in presenza di analisi Arpat che contestano al gestore alterazioni nei parametri e irregolarità nei conferimenti, con un gestore a cui per molto tempo è stato sospeso il certificato antimafia (ora nuovamente rilasciato), di fronte ad un pervicace sostegno, quasi incomprensibile, da parte di un sindaco e di una amministrazione al gestore, sindaco che non ha mai cercato un reale confronto con le opposizioni, il comitato e i cittadini sul tema discarica».

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di Redazione web