Gioco
L’Asl: al Noa la privacy c’è eccome
Secca replica alla Mencarelli (M5S): «Percorsi distinti per ricoverati ed esterni»
MASSA. A sollevare il problema è Luana Mencarelli, consigliera comunale dei 5 Stelle: punta gli occhi sul nuovo ospedale delle Apuane e denuncia una scarsa tutela della riservatezza. Detto in soldoni: niente privacy. La consigliera spiega che il problema è strutturale, con gli ambulatori specialistici concentrati a piano terra, lunghi stretti corridoi, in cui le sale d’attesa non ci sono e i pazienti ricoverati e barellati sono costretti a dividere il poco spazio con chi in ospedale c’è soltanto per una visita o un accertamento.
Secca la replica dell’azienda sanitaria che a fare la parte di chi non tutela i pazienti e non garantisce la loro riservatezza proprio non ci sta. A fare il punto e a spiegare che le attenzioni per la privacy sono massime è Giuliano Biselli, direttore del presidio ospedaliero: «L’ospedale - spiega il direttore - è organizzato con percorsi orizzontali e verticali separati per personale, ricoverati ed utenti esterni». Insomma, spazi e percorsi destinati ai degenti, ai dipendenti e a chi al Noa fa soltanto una visita medica o un accertamento diagnostico. Privacy anche nelle aree destinate alla degenza: «Le camere - puntualizza Giuliano Biselli - sono tutte a uno o due posti letto con servizi interni e tenda telescopica di separazione».
E ancora: «Il polo endoscopico e la diagnostica radiologica hanno percorsi e sale di attesa separate per ricoverati ed esterni». Poi l’attenzione si concentra sugli ambulatori a pian terreno: «Il polo ambulatoriale del piano terra - chiarisce il direttore di presidio - è principalmente dedicato ad utenti esterni, solo per alcune specialità come l’oculistica, l’urologia, la neurologia e la cardiologia, alcuni accertamenti strumentali, vista la difficoltà di spostare nei reparti attrezzatura delicata ed ingombrante, vengono effettuati negli stessi spazi anche per i pazienti ricoverati». Casi fortuiti e per cui è stato definito uno specifico iter: «La procedura, in tali evenienze, prevede che il paziente barellato scenda dalla camera di degenza su chiamata e sia visitato in maniera prioritaria, è stata comunque prevista una sala di attesa interna dedicata».
L’azienda sanitaria assicura, quindi, di essere impegnata in prima linea per risolvere «le criticità che possono verificarsi e per trovare soluzioni che assicurino la migliore assistenza ai propri pazienti». E garantisce di tutelare con tutti gli strumenti la privacy dei cittadini.
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