Il Tirreno

«I beni si sono moltiplicati fraudolentemente con l’avallo dei notai»

«Quali beni estimati restano : quelli di Maria Teresa oppure gli attuali?» Lo chiede nel suo intervento dopo la sentenza sui beni estimati la nota ambientalista Franca Leverotti. «Il problema che...

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«Quali beni estimati restano : quelli di Maria Teresa oppure gli attuali?»

Lo chiede nel suo intervento dopo la sentenza sui beni estimati la nota ambientalista Franca Leverotti.

«Il problema che pongo è di carattere legale: se esistono ancora i beni estimati di metà Settecento, quelli che dovevano essere iscritti all'estimo dei "particulari", allora la Regione, visto l'inadempienza del Comune di Carrara, ha il dovere di fare chiarezza su un punto fondamentale: la quantità di beni estimati riconosciuti da Maria Teresa, perché questi beni si sono negli anni moltiplicati fraudolentemente con l'avallo di alcuni notai - prosegue - Se quei beni vengono riconosciuti privati, non pagheranno il (risibile) canone concessorio limitatamente all'estensione che avevano allora, e dovranno invece soggetti ad una tassa marmi calcolata sul valore di mercato del marmo».

«È possibile ricostruire l'estensione di quei beni- conclude la Lverotti - il Comune di Carrara ha l'estimo degli anni '70 del Settecento, ma possiamo anche fare riferimento al catasto geometrico particellare di Maria Beatrice del 1822. Certamente in 70 anni le usurpazioni saranno cresciute, ma non alla percentuale di questi ultimi 40 anni!»

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